paterno
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Importanti novità per il futuro della cava di Paterno, che nel prossimo futuro potrebbe passare direttamente nelle mani dello Stato. Il Tribunale di Firenze, infatti, ha condannato (con il rito abbreviato) Tullia Ottaviani (che, in qualità del suo ruolo in una delle società che gestivano la cava, era sotto processo insieme al padre Lanciotto per i rifiuti accumulati all’interno dei capannoni e nel sito) a sei mesi e 3mila euro di multa (tramutati dal giudice in un anno di libertà vigilata).

Ma la notizia più importante è che il Tribunale ha stabilito anche la confisca del sito, che quindi dovrebbe ora passare direttamente allo Stato (al Demanio o alla Regione). Tullia Ottaviani, tramite il suo legale, annuncia di voler fare ricorso e quindi è facile prevedere che questo passaggio nella disponibilità dello stato rimarrà bloccato almeno fino all’sito del ricorso.

Rimane naturalmente in piedi il proicedimento a carico di Lanciotto Ottaviani, che ha scelto invece il rito ordionario.

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