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Dopo la manifestazione di domenica 2 febbraio, pubblichiamo la lettera aperta scritta da Marina Carli per l’associazione Oltre Ponti fra i Mondi onlus, in cui viene fatto un riepilogo della manifestazione e vengono presentati i nuovi progetti futuri.

“Qualcuno ne ha contate fino a 100, qualcuno fino a 120, i più ottimisti hanno detto 130 comunque sia, ieri pomeriggio tra le 14.00 e le 15.00, davanti al Municipio di Borgo S. Lorenzo, si sono autoconvocate un bel numero di persone del Mugello, per rispondere all’appello lanciato a livello nazionale dai gruppi di Resistenza Attiva contro il D.L.113/2018, alias decreto Salvini, alias decreto – sicurezza. Insieme agli attivisti di Oltre – Ponti fra i Mondi onlus, della Banca del Tempo, del Progetto Accoglienza, della scuola Penny Wirton, i partecipanti al presidio hanno formato una catena umana, tenuta unita da un filo rosso, sotto gli ombrelli colorati. 

Laura ha letto gli articoli  1, 2, 3, 8, 9 e 10 della Costituzione italiana dove sono sanciti i diritti di tutte le persone, cittadini italiani e stranieri che si trovano sul suolo italiano: alla libertà e all’uguaglianza, al godimento dei diritti civili previsti dalla Carta costituzionale e quella dei diritti dell’uomo, con pari dignità sociale, qualsiasi sia la religione, il colore della pelle, il Paese di provenienza, la lingua parlata, le idee politiche. 

La costituzione afferma inoltre che i diritti dell’uomo valgono per chiunque e sono inviolabili!! Il diritto di tutti al lavoro, alla salute, allo sviluppo delle proprie capacita’ secondo le proprie possibilità. 

Mentre la Carta costituzionale riconosce per gli stranieri la validità dei trattati internazionali che garantiscono i diritti umani e la solidarietà politica, sociale ed economica, Matilde ricorda come il Decreto legislativo n. 113/2018 vada in direzione opposta. Invece di attivare misure per facilitare l’inclusione sociale e migliorare le condizioni di convivenza e integrazione, questo provvedimento rende sempre più difficile la vita degli immigrati, a cominciare dal trattamento giudiziario che prevede la riduzione dei gradi di giudizio per la richiesta di asilo, fino alla cancellazione dell’asilo per motivi umanitari, per finire con l’eliminazione della parte migliore e più efficace del sistema di accoglienza italiano: gli SPRAR, strutture indispensabili dove i migranti trovavano il personale formato e la situazione adatta per aiutarli ad entrare in contatto col mondo del lavoro e a capire la nostra organizzazione sociale ed entrare a farne parte. L’intervento di Luigi approfondisce proprio questi argomenti e chiarisce i punti peggiorativi della normativa e le ricadute negative per l’accoglienza e l’integrazione delle persone che arrivano sulle nostre coste in cerca di un futuro migliore e la salvezza dalle torture e dalle sofferenze subite in Libia e troppo spesso anche nei propri Paesi di origine. L’effetto più probabile che avrà questa normativa, sarà quello di mettere sulla strada decine, per non dire centinaia di persone, che non potranno che andare ad ingrossare le fila dei disperati, dei senza-tetto e senza-reddito già presenti nel nostro Paese, a discapito della pace sociale, della sicurezza delle persone, della convivenza nelle città e nei paesi di tutt’Italia.

Mimma interviene per affermare la necessità di cambiare direzione alla politica nei confronti del fenomeno migratorio, sia italiana che dell’Unione Europea, verso questo fenomeno epocale comunque inarrestabile ma governabile, nella migliore accezione di questa parola, per dire forte e chiaro che ci sono molti italiani che vogliono aprire i porti, che pensano a migliorare l’accoglienza e non a peggiorarla, che si mettono in gioco personalmente opponendosi alla politica discriminatoria sia dei governi di destra che di centro-sinistra, di chi vuol far credere che basti dire “prima gli italiani” perché il problema principale del nostro Paese sono i migranti, e non il declino sociale culturale ed economico verso cui i governi degli ultimi 40 anni hanno guidato il nostro Paese.

Rose, giovane lavoratrice arrivata dal Benin circa 3 anni fa e gia’ abbastanza bene integrata nella società mugellana, ci ricorda per quali ragioni i migranti lasciano il loro Paese, la famiglia, gli affetti, la casa e affrontano le fatiche, le frustrazioni e i pericoli di un viaggio che può durare anche un anno e più. Per il bisogno di lavoro e di pace. Per il diritto ad una vita dignitosa per sé e la loro famiglia, per costruirsi un futuro. Cosa c’è di più ragionevole, valido, meno riprovevole e meno incomprensibile di queste ragioni? 

Sabato eravamo presenti in tantissimi comuni d’Italia e in così tante persone, che hanno “resistito” insieme, sotto la pioggia, decise a manifestare la propria indignazione e il proprio sgomento per la deriva “discriminatoria  e controproducente” che l’attuale governo ha impresso alla vita sociale del nostro Paese, che ci siamo quasi stupiti, ma anche confortati perché abbiamo capito che non siamo né soli né isolati.

Dopo quasi 2 ore, ci siamo lasciati salutandoci e dandoci appuntamento per il 15 febbraio, alle ore 21.00, saletta Pio La Torre, presso il Comune di Borgo S. Lorenzo, quando sarà presentato il progetto di cittadinanza attiva “accoglienza in famiglia” promosso dalle principali associazioni che hanno partecipato e dato vita alla manifestazione di oggi, adottando lo slogan: sicuri di aiutarci a casa nostra

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