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Lo strumento di pianificazione territoriale arriva nei Consigli comunali – Per il Piano Strutturale Intercomunale del Mugello (PSIM) è arrivato il tempo dell’adozione.

Il primo Comune ad averlo fatto, a fine febbraio, è stato Vicchio con un voto all’unanimità da parte del Consiglio. Via libera anche a Firenzuola, la scorsa settimana, con un voto quasi all’unanimità (un solo astenuto). E nei prossimi giorni anche gli altri Comuni mugellani si dovranno pronunciare.
Superare i confini comunali con una visione unica e unitaria del Mugello: questo l’obiettivo che l’Unione dei Comuni ed i Comuni si sono posti nel 2016 puntando e investendo sulla pianificazione urbanistica e territoriale condivisa.

Una sfida ambiziosa, e per questo non semplice, con cui, dall’avvio del procedimento nel 2017, si sono voluti misurare in primis sindaci, strutture tecniche comunali e dell’unione, ma anche, con il percorso partecipativo, tecnici privati, soggetti e associazioni del territorio, cittadini. I risultati del processo partecipativo sono stati assorbiti nella proposta di piano e sono stati presentati nel dicembre 2018 a tutti i partecipanti.

La proposta di piano è stata approvata dalla Giunta dell’Unione con due delibere, a fine dicembre e a febbraio, e quindi trasmessa ai Comuni per l’adozione, come prevede la L.R. 65/2014.

Contestualmente al Piano Strutturale, sono stati elaborati studi a supporto concernenti mobilità e infrastrutture; microzonazione sismica di livello 3; mappe di vulnerabilità sismica; vocazione energetica da fonte rinnovabile; geologia ed idraulica, archeologia; servizi di supporto per Sistema informativo territoriale.

Oltre gli studi di base che costituiscono il Quadro Conoscitivo, a cui tutti i Piani Operativi Comunali potranno attingere, il PSIM si compone di una parte statutaria e di una parte di strategie, con l’individuazione delle UTOE (Unità Territoriali Organiche Elementari): UTOE 1 (Firenzuola); UTOE 2 (Palazzuolo-Marradi); UTOE 3 (Barberino di Mugello, Scarperia e San Piero, Borgo San Lorenzo, Vicchio, Dicomano). Sono individuate strategie di ambito locale (derivate da esigenze dei singoli comuni) e strategie di territorio, che indipendentemente dalla localizzazione dell’attività sono riconosciute come di interesse di tutta l’Unione.

In linea generale, per ogni destinazione prevista (industriale/artigianale, commerciale, turistico/ricettiva, ecc.) sono previste dotazioni per ogni comune ed una quota aggiuntiva del 30% complessivo in dotazione all’Unione dei Comuni da ripartire a seconda delle esigenze derivanti dall’attuazione della pianificazione.

Soddisfazione da parte del presidente dell’Unione dei Comuni Paolo Omoboni: “Per la prima volta il Mugello si dà una visione territoriale unica. Si è svolto nei mesi scorsi un confronto a vari livelli, politico e tecnico, comunale e sovracomuale, anche con un percorso di partecipazione, e adesso siamo alle fasi conclusive, siamo all’adozione del Piano Strutturale. Per questo, un ringraziamento va al responsabile dell’Unione che ha seguito fin dall’inizio il procedimento e ai responsabili comunali, ai professionisti incaricati e tutti coloro che hanno partecipato e offerto contributi, osservazioni e stimoli”.

Sottolinea il presidente Omoboni: “Una sfida ambiziosa e non priva di difficoltà e ostacoli, ma siamo a questo punto in dirittura d’arrivo. E siamo convinti di aver compiuto un passo importante per uno sviluppo più coerente, omogeneo e condiviso del nostro territorio. ‘Pensare e fare Mugello’ non è più e solo un’enunciazione, ma un fatto”.

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