Pubblicità

Un lettore ci segnala che questa mattina (martedì 10 ottobre, intorno alle 10) l’ennesimo autoarticolato, forse sbagliando direzione all’ovonda, si è immesso nel centro abitato.
Naturalmente il camionista si è trovato subito a dover affrontare le prime difficoltà nel compiere il giro di Piazza dante, che per un mezzo autoarticolato (motrice e semirimorchio di grandi dimensioni) non è certo facile.

Il mezzo si è soffermato più volte nel districarsi tra le curve di Piazza Dante e le auto posteggiate, formando una coda di automezzi al seguito. Fortunatamente poi è riuscito a dirigersi verso Piazza Vittorio Veneto, per riprendere successivamente Viale dell Repubblica e continuare la sua marcia.

Cambiando del tutto argomento pubblichiamo di seguito la riflessione di Simone Berretti sulla Belle Epoque mugellana e sui tempi andati

Era il primo del 1900, due anni prima la fine della famosa epoca Vittoriana. La belle epoquè, invece esisteva già da due anni, due anni prima dell’ingresso nel famigerato XX secolo.

Ma cosa accadeva nel Mugello in questo particolare periodo della storia? Quello che possiamo dire principalmente è che in questo periodo storico (tra il 1900 ed il 1930 circa) a livello mondiale la vita dell’uomo era, ed è, cambiata davvero molto. Partendo dalle invenzioni (Radio, cinema, auto..) finendo con gli eventi delle due guerre mondiali che si sono poi succedute.

Tornando all’inizio del 1900, in particolare alla ‘belle epoque’, possiamo dire che questo periodo ha interessato molto il centro Europa, solcando un epoca che racchiudeva una serie di movimenti artistico letterari, tra cui il romanticismo, il quale portò ad influenzare alcuni personaggi che poi ne hanno ricavarono opere di grande bellezza e fantasia.

Parlando di questi artisti, a Firenze come non citare un certo Galileo Chini, (cugino del Borghigiano Chino Chini) che esaltò uno stile nuovo nelle arti decorative e pittoriche, sopratutto ceramiche. Galileo (il più geniale) avrebbe addirittura ben rappresentato il liberty (stile agli albori denominato Flowers) da far invidia agli stessi fautori di Francia e Germania.

Possiamo dire (a parte il movimento artistico) che nel Mugello (terra molto rustica e contadina) si era ancora piuttosto lontani dagli stereotipi di bellè epoquè (caratterizzati per lo più da un immaginario di idee, eleganza e bella nobiltà).

Un po dell’influenza “della belle epoche” comunque la possiamo notare, vedendo alcune immagini di quei periodi tratte dalle vecchie cartoline Mugellane.

Qui sono raffigurate persone che presumibilmente dovrebbero essere quelle più ricche e altre invece quelle più povere.
Le donne più ricche, si presentano vestite di grosse sottane quasi rigonfie con figlioletti, dotati di cappello paglierino e vestiti vagamente alla marinaretta.

Gli uomini invece sono spesso baffuti con giacca, gilè e papion che parlano tra loro al bar o nei vicoli. Vedendo sempre alcune di queste cartoline, quello che possiamo anche notare, sono le strade, ancora piuttosto vuote e desolate, fatte di uno scenario piuttosto privo di mezzi, in quanto in quei tempi nel Mugello si andava ancora con carri, buoi e cavalli, sopratutto perché le automobili non erano ancora ben distribuite nel mercato, anche se già ideate ed esistenti.

Per quanto riguarda i luoghi invece, anch’essi appaiono decisamente meno edificati rispetto a oggi, le case sono in minor numero ma con molte più persone dentro; basti pensare che solo fino a cinquant’anni fa, le famiglie standard erano composte in media da più di dieci persone (tra nonno, nonna e figlioli vari.)
Le ricchezze e i possessi erano piuttosto scarsi, eccetto le famiglie più ricche e agiate che potevano contare anche sui possedimenti immobiliari, mentre quelle contadine sul bestiame e le raccolte nei campi.

Pensando poi al benessere sorge una riflessione. Quando si dice che ‘si stava meglio quando non c’era nulla’ oppure ‘ho sempre sognato epoche remote e lontane che non ho mai vissuto’. Anche io a volte ho avuto di questi pensieri e personalmente non saprei dire se allora si stava meglio o peggio di adesso, in quanto bisognerebbe vedere effettivamente a cosa si rinuncerebbe in comodità e cosa invece si acquisterebbe nel genuino.

Una cosa è abbastanza certa, la fame allora c’era e anche molta (come raccontavano anche i nostri nonni) che ti facevano capire come, per chi non era particolarmente ricco anche un pezzo di pane in mano era già un bel privilegio.

Infine tornando al cosi citato periodo storico (credo e penso) che questo rimarrà sicuramente, a livello mondiale, uno dei periodi più affascinante di tutti i tempi, anche se bisognerebbe considerare il nostro Rinascimento, quello che è passato qui in Italia, (periodo decisamente non da meno in bellezza, arte e invenzioni) ma qui andiamo davvero indietro.. ed il Mugello a quei tempi era davvero un altra cosa!

 

Pubblicità
Condividi

Commenta l'articolo, scrivi qui!