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Oggi (mercoledì 7 novembre) OK!Mugello pubblica il contributo di una lettrice, Patrizia Ciabatti, che prende spunto da un episodio di cui è stata testimone per effettuare una sua riflessione sulla violenza:

Sabato scorso, passeggiando con i miei cani nella campagna di Scarperia in zona Fontirosa, incontro due tartufai con i loro cani, i  cani subito si avvicinano amichevolmente ai miei, si annusano e fanno tutte le cose da cani. Uno dei tartufai comincia a richiamarli e la mancata e “immediata” risposta di uno di loro fa si che si avvicini al cane e che gli tiri con gli scarponi un calcio ben piazzato nella pancia, con una serie di epiteti che, pur non essendo completamente capiti nel loro lato semantico dal cane, sicuramente l’animale ha imparato ad associare al dolore.

Ho ancora nelle orecchie il suono sordo e cattivo di quel calcio. Mi metto a dire che lui non deve maltrattare un cane, non può assolutamente tirargli dei calci, che oltretutto oggi si denuncia chi maltratta gli animali. Tra borbottii sconnessi mi risponde così:”io posso chiamare 100 testimoni che gli dicono che i cani dormono nel letto con me!!! capito?!?!”. Questa frase buttata lì mi fa nascere tutta una serie di riflessioni sul mondo maschile: per gli uomini è normale una simile schizofrenia biologica che li porta a far dormire nel letto i cani e poi tirare loro tranquillamente i calci, che li porta a fare l’amore con una donna e poi massacrarla di botte, a fare un progetto familiare con dei figli, giocarci, portarli a letto con se e poi ucciderli, dire che amano la natura e poi girare con il fucile per uccidere gli animali (ma gli animali non sono la natura?).

Loro, questi uomini, che vivono tra di noi, sono in un loop schizofrenico continuo per cui da una parte si picchia, si uccide, si maltratta, si umilia, si deride, dall’altra si porta alle donne un fiore, si fa una carezza a un cane , si compra un giochino a un bambino, pretendendone la gratitudine, il sorriso o lo scodinzolio. Ma è solo paura perchè la loro mente schizofrenica non riesce a comprendere che sono le stesse persone o animali che poi subiranno le loro violenze. Come possono continuare a fare tutto questo male questo al mondo, alle donne, ai bambini, alla natura, agli animali? Come possiamo noi donne difendere, proteggere la vita, in tutte le forme possibili, da questi distruttori?
Patrizia Ciabatti

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5 Commenti

  1. Difficile fornire risposte ad interrogativi che prevedono argomentazioni ampie e connotate da molte variabili. Secondo me il problema maggiore è la Resistenza insita nella Padronanza, tu sei mio/a ed io posso agire in modo discrezionale, dalle coccole ai calci. A questi egregi signori andrebbe rafforzato il concetto di proprietà privata relativa a beni mobili e immobili o all’ardito ambizioso bisogno di possesso di esseri viventi di varia tipologia, una differenza non complessa da scoprire, basterebbe una applicazione da scolaretti e un manuale di educazione civica

  2. La violenza sia fisica che psicologica non conosce sesso o tempo è frutto di ignoranza ,mancata educazione e deviazione voluta verso altri interessi che vengono erroneamente ritenuti più importanti.
    Dobbiamo lavorare per capire e ricostruire i valori della società partendo dalla famiglia e con la scuola.
    È duro ammetterlo e farlo ,ma non impossibile.
    Cominciamo a rifletterci .
    Dare deve essere un piacere senza obbligo a ricevere.
    Ugo

  3. Io dico solo una cosa, è la stessa cosa quando un marito,un amante,un compagno uccide la propria donna,e poi continua a sostenere che L’AMAVA TROPPO!!!!! Altro non aggiungo….anna barbiero.

  4. Concordo. In buona parte. Ma merita maggior riflessione approfondimento, la stessa così come è posta lascia basiti ma anche perplessi. Nello scrivere il libro assieme a Leonardo Santoli “SUCCO DI MELOGRANO” sul femminicidio, mi sono imbattuto in situazioni che meriterebbero convegni seri sul tema e senza veli. C’è molta ignoranza sul tema in noi e intorno a noi, tutti dovremmo resettare e iniziare a vivere in modo diverso. Facile da dire difficile da attuare ma almeno proviamoci. “SUCCO DI MELOGRANO” è scaricabile GRATUITAMENTE dal sito del Consiglio Regionale della Toscana: http://www.consiglio.regione.toscana.it/Eda/default?idc=40&Nome=zoom&Sez=&Tem=&Ann=&Par=&Pub=131, un piccolo contributo per capire e cambiare.

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