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Il gioco d’ azzardo, in Italia, vale quasi 1.500 euro all’anno per ogni cittadino maggiorenne. Ma i risvolti di questo fenomeno sono duplici: se da una parte, infatti, le somme “investite” in scommesse finiscono nelle casse dello Stato (e il 70 per cento circa in montepremi), dall’altra è sempre più diffuso il problema della ludopatia, con migliaia di famiglie che ogni anno finiscono sul lastrico per tale ragione.

Nei giorni scorsi, a Vicchio, si è tenuto un seminario di aggiornamento proprio su questo tema. A promuoverlo è stata la Polizia municipale dell’Unione Mugello in collaborazione con la Scuola interregionale di Polizia locale. Un’iniziativa – che ha visto la partecipazione di 32 persone tra agenti e personale amministrativo – finalizzata ad approfondire la questione del gioco d’azzardo (legale) dal punto di vista normativo, chiarendo le competenze dei Comuni e degli altri livelli istituzionali in materia e le attività di controllo in capo ai vigili.

I numeri del settore, del resto, lasciano intendere che non è possibile far finta di niente e le istituzioni devono acquisire sempre maggiore consapevolezza del fenomeno. In Toscana, infatti, il gambling vale circa 4 miliardi di euro (dati 2016), di cui circa un quarto spesi nella sola provincia di Firenze (se non si fanno distinzioni d’età, includendo anche i neonati, la media è 1.150 euro a testa per il 2016).

In questo quadro il vecchio lotto e il totocalcio occupano quote quasi residuali, così come sono relativamente pochi coloro che decidono di giocare al casino on line e quelli che si rivolgono alle scommesse sportive. Il grosso della torta dell’azzardo, infatti, è rappresentato dai videogiochi e dalle cosiddette videolottery: probabilmente le pratiche più pericolose dal punto di vista sociale, se si prendono in considerazione le cronache dei giornali che periodicamente danno conto di gesti tragici dettati proprio dai debiti di gioco. E non parliamo di questioni marginali. Nella Regione, infatti – secondo gli ultimi dati – sono circa 1400 i pazienti in trattamento per problemi legati della ludopatia, ma il fenomeno investe complessivamente oltre 20mila persone (per tutti il consiglio base è sempre quello di affidarsi al sito ufficiale: www.giocaresponsabile.it).

Per quanto riguarda il Mugello, poi, la tendenza non è certo diversa da quella regionale e italiana e, se si escludono minori e troppo anziani, si torna al valore medio dei 1.500 euro all’anno citato ad inizio articolo. Inoltre – a spulciare i dati dei Monopoli – si registrano anche casi di aumenti significativi rispetto all’anno precedente, come il più 28 per cento di Barberino: valore che però è di difficile interpretazione vista la vicinanza di importanti arterie stradali e realtà commerciali. Qui la spesa complessiva del 2016 è stata di 10,366 milioni, contro i 16,293milioni di Borgo, gli 8,568 di Scarperia e San Piero, i 5,581milioni di Vicchio. Numeri che meritano di essere approfonditi e studiati perché l’abitudine dell’azzardo legale non può essere cancellata (conti dello Stato alla mano), ma non va nemmeno presa sotto gamba.

 

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