Pubblicità

Con la delibera regionale n. 1108 dello scorso 8 ottobre è stato approvato il prolungamento del progetto “Oltre” destinato alle vittime del Forteto. Detto progetto, iniziato nel 2015, era stato affidato a seguito di un avviso pubblico all’Associazione Artemisia che, con la recente delibera, è stata di fatto emarginata dalle decisioni che riguardano la revisione e il prolungamento del progetto malgrado il delicato e proficuo lavoro svolto in questi anni. Nello stesso modo da queste decisioni è stata incredibilmente esclusa l’Associazione Vittime del Forteto che al progetto “Oltre” aveva dato formale adesione e il Gruppo di Consultazione, formato dalla stessa Associazione Vittime ed altri sopravvissuti, che ha collaborato in questi anni alle attività del progetto.

Protagonisti del “nuovo” progetto sono oltre alla Regione Toscana, l’Unione dei Comuni del Mugello e la Società della Salute del Mugello. Scelta rischiosa e preoccupante poiché, nonostante le iniziative assunte nel corso degli ultimi anni, queste istituzioni, così come buona parte della comunità locale, sembrano ancora lontane da una completa assunzione di responsabilità e presa di distanza dal “sistema Forteto“ e dai suoi responsabili e rappresentanti. Le istituzioni, toscane e non, continuano ad ignorare ciò che ha statuito una sentenza passata in giudicato.

Appare pertanto fuori luogo il plauso, esternato in questi giorni sui social media, relativamente al nuovo progetto “Oltre” da parte di rappresentanti delle istituzioni i quali, negando la commistione tra cooperativa e comunità, di fatto continuano ad accreditare il sistema Forteto e si sottraggono all’individuazione e al pieno riconoscimento delle responsabilità istituzionali, professionali e personali. In questo modo certo non sostengono i processi di rielaborazione individuale che faticosamente e con coraggio le vittime del Forteto stanno compiendo.

E’opportuno come richiesto anche con forza dall’Associazione Artemisia, assumere con coraggio iniziative di discontinuità rispetto al passato, con riguardo alla sopravvivenza della setta e alla sua influenza sulla cooperativa, nonché agli operatori locali a suo tempo fortemente coinvolti con il sistema del Forteto.

Nella documentazione del progetto Artemisia ha più volte testimoniato l’inesistente proclamata discontinuità nella gestione della Cooperativa il Forteto evidenziando come quest’ultima sia stata ritenuta responsabile civilmente per i fatti commessi dagli imputati dalla sentenza del dicembre 2017 e come il territorio appaia ancora fortemente schierato a sostegno di equilibri preesistenti e teso ad archiviare la vicenda senza approfondirne le responsabilità e fermarne gli effetti.

In tal senso occorre definitivamente porre fine al dibattito, ormai stucchevole, sulla presunta ed inesistente differenza tra comunità (FIGURA GIURIDICA PERALTRO MAI ESISTITA) e cooperativa.

Già la seconda commissione regionale d’inchiesta nella sua relazione conclusiva aveva rilevato come il Forteto fosse uno ma anche trino, nella sua entità tripode di cooperativa agricola, fondazione, associazione. Tripartizione alla bisogna, il sistema Forteto si è nel tempo inventato una codificazione di sé camaleontica e multispecie: un Forteto capace di replicare se stesso in maniera ogni volta diversa quanto basta, restando in fin dei conti sempre uguale. Sempre lui: il Forteto. Stesso impianto, stessa filosofia, stessi sottesi, stesse persone, stessi abusi.

Esiste una sentenza passata in giudicato che ha statuito (piaccia o meno) come sia stata provata in modo certo la totale commistione tra la cooperativa, la comunità ed i singoli soggetti che le componevano.

Firmato
Associazione vittime e gruppo consultazione progetto “Oltre”

 

Pubblicità
Condividi

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.