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Ancora un viaggio. Ancora un’esperienza. Ancora qualcosa da scrivere su questo straordinario e singolare “prete di campagna”, figura irripetibile, che non smette – per fortuna – di far parlare di sé. Questa volta il Viaggio che va raccontato parte dal Nord Italia, per la precisione Brescia, promosso dall’Ufficio per l’Educazione, la Scuola e l’Università della Diocesi della città, in collaborazione con l’Associazione bresciana “Comunità e scuola”. Si tratta di una realtà impegnata concretamente nel dare attenzione al mondo della scuola e dell’educazione, anche promuovendo iniziative di formazione, incontro e aggregazione.

I partecipanti sono stati 120, fra insegnanti di scuola statale e paritaria, genitori, famiglie con bambini, dirigenti scolastici. Una collettività eterogena che, già di per sé, fa capire come quel luogo sperduto fra le montagne, ormai familiare, sia o comunque possa essere un’attrattiva per ogni generazione, per ogni uomo o donna che abbia voglia di arricchirsi di un qualcosa di necessario. Quel qualcosa che Don Lorenzo ha creato e a cui i monti mugellani hanno fatto da sfondo e culla. Come nasce l’idea Barbiana? Ce lo spiega il Prof. Davide Guarneri, responsabile pastorale della scuola Diocesi di Brescia e dell’Ufficio per l’Educazione, la Scuola e l’Università: Lo scorso anno, proprio negli stessi giorni (10 maggio 2014) il Papa invitò a Roma la scuola italiana. Da Brescia eravamo molti, alcuni pullman. Nel ritorno maturò l’idea di rinnovare ogni anno l’esperienza del viaggio, unendo alcune dimensioni: la cultura, la spiritualità, la fraternità. Dunque, giungendo alle decisioni per il viaggio 2015, abbiamo individuato nella figura di don Lorenzo Milani un “maestro” per l’educazione e la scuola al quale rendere omaggio”.

Il viaggio è stato incentrato su di un solido approfondimento culturale iniziale. Importante anche la presenza, non indifferente, del Prof. Domenico Simeone, ordinario di Pedagogia in Università Cattolica, autore di numerose pubblicazioni su Don Lorenzo. Così come l’incontro con gli ex allievi: sempre disponibili, aperti; e promotori di un metodo diverso di approcciarsi al personaggio in virtù del fatto che furono i primi ad ascoltarlo, i primi influenzati dal suo pensiero.

Per alcuni sì ed è stata una “esperienza indimenticabile”, l’occasione per conoscere la figura del Priore di Barbiana. Per altri non è stata la prima visita a Barbiana, ma tutti hanno riconosciuto che l’occasione particolare (quasi un pellegrinaggio, l’essere presenti lì a nome della scuola bresciana) ha reso speciale questo viaggio”. Così commenta ulteriormente il Prof. Guarneri, che poi si dice più che soddisfatto di quest’esperienza, significativa fin dalla salita a piedi per quelle strade mai facili da percorrere, e capace di andare alla radice di un impegno, culturale e civico: fondamenti base di ogni buon insegnante e di ogni studente che del mondo vuole diventare cittadino attivo e non marionetta che abbassa continuamente il capo. Tutto questo, a Barbiana, si può trovare. Ed è stato trovato anche stavolta.

“Ancora oggi, chi sale a Barbiana per visitare la scuola, per pregare nella piccola chiesa di S. Andrea o per inginocchiarsi davanti alla tomba di Don Lorenzo, giunge in un luogo quasi familiare, una residenza di valori. E’ una salita senza bandiere, senza associazioni, senza movimenti o mobilitazioni. Qui tutto parla del priore. Ascoltare i protagonisti di quel vissuto, mi ha permesso di capire l’opera dell’uomo, sacerdote, maestro Don Milani”. Questa la intensa riflessione – breve e intesa – di Anna Maria Botticchio, insegnante di religione cattolica presente al viaggio. Aggiungiamo poi quella Rosalia Pedri, docente  che ha fatto una tesi su don Milani e dunque molto esperta e vicina all’argomento. “Mentre  salivo verso la strada – ha raccontato a Ok!Mugello .  che porta alla scuola di Barbiana, cercavo di ricordare tutto ciò che avevo studiato ed approfondito sulla figura di don Milani. Una volta arrivata avrei trovato conferma al mio sapere.  Non è stato così e che emozioni! Mi sentivo il cuore in gola. Entrata nella canonica adibita a scuola, ho assaporato quel profumo armonioso di “focolare” resistito al tempo. Questo non c’è scritto nei testi che ho letto. La voce flebile di un alunno di Don Lorenzo ha richiamato la mia attenzione. Nelle sue parole c’era quella carica emotiva, quel sentimento che non può lasciare indifferenti. Stava donando ciò che il suo Maestro aveva donato lui, cioè la forza della e nella parola, il non abbattersi mai, l’essere secondi a nessuno. In quel momento, mi sono sentita un’alunna privilegiata”. E ancora una volta – diremo noi – Barbiana ha colpito e Don Lorenzo insegnato.

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