Mario Mantelli viene festeggiato per i suoi 80 anni
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Era decisamente un bel pomeriggio domenica scorsa (29 luglio 2018) in quel del Covigliaio, sopra il Passo della Futa, secolare luogo di una antica e nobile villeggiatura, per esser presenti all’annuale appuntamento nel piccolo e prezioso Museo della “Civiltà Contadina” nell’agglomerato di vecchie e restaurate case in quel di “ Palventa ”. Museo amorevolmente allestito con tanta passione ed altrettanta cura dall’amico Mario Mantelli, quassù nato e vissuto anche se abita a Sant’Agata di Mugello, poiché chi colleziona (vedi gli amici del Museo di Casa d’Erci a Grezzano), ritrova, restaura, raccomoda, una infinità di oggettistica della vita rurale di una volta, ha nel sangue prima e nella mente poi il sapore di una vita vissuta che non è mai stata dimenticata.

Una composizione di Dino Naldi artigiano di Ozzano dell’Emilia, che aveva esposto molte scene agresti e di vecchi mestieri: “Il maniscalco”.

Sparita la cosidetta secolare “civiltà contadina” praticamente in pochi anni, segnatamente dal 1955 al 1965, quando si faceva a gara a lasciare la casa colonica e il podere, per un insieme di movimenti sociali nati nel dopoguerra che non staremo qui a ricordare. Chiuse le vecchie fattorie e anche quelle piccole aziende agricole che cercavano di continuare la strada della zootecnica, agricola e rurale, avvenne così che una incredibile quantità di oggetti casalinghi ed agricoli furono completamente abbandonati.

I balli folcloristici nell’aia con il gruppo scarperiese

Ma in tutte le cose, si sa, c’è sempre qualcuno che ha il “pallino” di raccogliere, restaurare, accomodare, catalogare, archiviare. Uno di questi è appunto il Mantelli del popolo di Palventa, ivi nato nel lontano 1938, che è riuscito a creare negli anni un museo piccolo, ma molto prezioso per i tantissimi oggetti che è riuscito a salvare e mettere in mostra.

Il bambino incuriosito dei modellini in movimento per trebbiare il grano chiede lumi al nonno

“Iniziai con poche cose, poi l’appetito vien mangiando – ci dice Mario affettuosamente circondato dai suoi cari e dai tanti amici – nel tempo gli oggetti sono raddoppiati, triplicati, quadruplicati, quintuplicati finendo di riempire fino all’inverosimile il vecchio granaio della mia famiglia. Poi come non potevo, dopo averli trovati, comprati e ricevuti anche in donazione – continua Mario – non ricomporre gli oggetti piccoli e grandi che componevano l’arredo della casa colonica; la vecchia cucina con tutti i trabiccoli, la camera da letto con tanto di orinale e il “prete” (alias scaldaletto), il salotto “bono” con foto e vecchi attestati al muro, insomma come vedi, ho cercato nel mio piccolo di ricostruire e di mettere in sicurezza quella che è stata la vita sociale di una volta –“.

La cucina prettamente contadina ricostruita all’interno del museo.

Scritto questo, la festa di domenica scorsa è stata come sempre frizzante, simpatica, movimentata da gruppi folcloristici, danze, musica, mostre di oggetti in miniatura per la gioia dei bambini, gite sul carro con le mucche, un buon buffet, la tradizionale lotteria e poi il botto finale con i festeggiamenti del compleanno di Mario Mantelli che ha felicemente tagliato il traguardo degli 80 anni, ottimamente portati. Come tradizione ecco alcune immagini; è il miglior segno visivo di questo piccolo mondo rurale così ben curato e vissuto.

Un noto personaggio mentre prepara dietro il pagliaio una coppia di bovi; è l’amico Fabrizio Maiorelli, bravo scultore del legno e della pietra, facente parte dell’Associazione “dalle terre di Giotto e dell’Angelico” di Vicchio e tanto per smentirsi dell’Associazione “Svarvolati Mugellani” di Barberino.

(Foto cronaca di A.Giovannini)

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Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

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