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Le vittime: ‘Non può esserci discontinuità’. Ecco per quali motivi:

Ringraziamo l’Unione dei Comuni del Mugello e la Società della Salute del Mugello per la loro nota che ci permette di insistere su quanto già vanamente espresso in questi anni. L’amaro stupore è il nostro che, ovviamente, non possiamo sentirci tutelati da chi continua a difendere la presunta “nuova” Cooperativa ignorando quanto statuito in sentenze passate in giudicato.

Tant’è che ora vengono poste a carico dei contribuenti delle somme importanti (quelle stanziate per il nuovo progetto Oltre) che avrebbero potuto essere risparmiate se solo le suddette istituzioni si fossero costituite parti civili, come avrebbero dovuto, nei confronti della Cooperativa il Forteto.

Le istituzioni locali, Regione Toscana compresa, in relazione alla Cooperativa il Forteto, continuano a reclamare una discontinuità che non può esistere con un passato durato 40 anni nel quale, secondo la recente sentenza PASSATA IN GIUDICATO, la cooperativa è stata a totale asservimento della comunità essendoci sempre stato un intollerabile legame tra la parte produttiva-cooperativa e quella degli affidamenti di “minori e disadattati”.

L’accoglienza dunque non era la finalità, ma lo strumento per la realizzazione dei fini in precedenza specificati (“favorire la vita comunitaria dei soci” e svolgere attività agricole), ed essenzialmente per recuperare forza lavoro a beneficio della cooperativa impiegando, una volta raggiunta l’età da lavoro, gli affidati – trattenuti in via definitiva nella comunità e cresciuti con le modalità maltrattanti descritte in precedenza, finalizzate ad impedirne la disobbedienza, l’autonomia delle scelte formative, la prosecuzione negli studi, la fuoriuscita: condotte il cui obiettivo appare direttamente e immediatamente servente rispetto ai fini che con l’accoglimento la cooperativa intendeva perseguire.

Se non bastasse, sempre nella sentenza, si analizzano le testimonianze rese da due degli attuali membri del “nuovo” consiglio di amministrazione definite l’una priva di rilevanza e credibilità, l’altra avulsa dalla realtà, assolutamente non credibile rispetto alla vita ed alle regole della comunità.

Se ancora non bastasse non è vero che la cooperativa ha escluso tutti i soci condannati ed invece di richiedere per quale motivo si è dimesso il direttore generale sarebbe opportuno chiedere spiegazioni sul motivo per il quale la cooperativa stessa, dopo aver pagato ormai da anni sostanziose provvisionali ad alcune vittime, non ha ancora agito per recuperare le somme nei confronti dei condannati. La Regione Toscana, la Citta’ Metropolitana di Firenze, l’Unione dei Comuni del Mugello e i Comuni di Borgo San Lorenzo e di Vicchio il cui sindaco Roberto Izzo (che in data 14 gennaio 2010, aveva personalmente rinominato Rodolfo Fiesoli membro del consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Culturale Centro Documentazione Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, malgrado la condanna subita dallo stesso Fiesoli nel 1985 per gravissimi reati commessi nei confronti di minori e disabili , inoltre dopo l’arresto del 2011 da quel cda Fiesoli, sarà solo sospeso e mai espulso) è Presidente della Società della Salute, si sono costituite parti civili nel recente processo esclusivamente contro gli imputati per lo più nullatenenti e non si sono volutamente costituite contro la Cooperativa il Forteto (ampiamente capiente, con un fatturato annuo superiore ai dieci milioni di euro) e, pur avendo ottenuto con la sentenza del dicembre 2017, passata in giudicato, il diritto ad essere risarcite, non ci risulta che, al momento, alcuna di dette istituzioni abbia iniziato le azioni civili nei confronti dei condannati.

Sarà forse anche per questo nostro “brutto vizio” di dire la nostra a tutto tondo che siamo stati estromessi dai tavoli decisionali sul proseguimento del progetto Oltre? Rileggete il nostro precedente comunicato. Non c’entra niente parlare di “Non si comprende come si possa parlare di emarginazione o esclusione di soggetti non essendo ancora stata attivata la procedura per la manifestazione d’interesse per la co-progettazione”.

Firmato
ASSOCIAZIONE VITTIME DEL FORTETO E GRUPPO DI CONSULTAZIONE DEL PROGETTO OLTRE

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