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Da Rifondazione Comunista Mugello riceviamo e pubblichiamo

Figline non fa parte geograficamente del nostro territorio, ma la lotta di questi lavoratori è quella di tutti noi, perché in tutto il Paese si stanno portando avanti politiche industriali che tendono alla delocalizzazione selvaggia.
Come gruppo di Rifondazione Comunista-zona Mugello vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai 318 lavoratori della BEKAERT di Figline Valdarno, che dal 22 giugno scorso, dopo aver subito un licenziamento collettivo, lottano contro la chiusura definitiva della propria fabbrica.

Lo stabilimento di Figline, ex Pirelli e passato alla multinazionale belga Bekaert nel 2014, verrà chiuso per spostare in Romania la produzione dei componenti d’acciaio per pneumatici che quei lavoratori hanno fino ad ora contribuito a sviluppare, lasciando senza lavoro più di 400 persone, considerando l’indotto, e gettando in ginocchio un’intera vallata.

Qualche mese fa la Embraco di Riva di Chieri, oggi la Bekaert, che prima ha accentrato i capitali acquisendo il monopolio della produzione di quei componenti, poi ha trasferito competenze e specializzazione produttiva in Romania e ora delocalizza dove più conviene al proprio profitto.

La questione ancora una volta è fra chi ha bisogno di lavorare per vivere e chi invece sfrutta i lavoratori finché conviene e alla fine porta via il lavoro senza guardare in faccia nessuno.

Ci stringiamo perciò attorno a questi lavoratori e ci uniamo alla federazione provinciale di Firenze del PRC nel mettere la nostra organizzazione a loro disposizione.

Nel frattempo prosegue il presidio resistente dei lavoratori, che possono contare sulla solidarietà di tutto l’indotto e dell’intero territorio.

Chi volesse dare una mano al presidio contatti la pagina facebook https://www.facebook.com/I-lavoratori-Bekaert-sono-io-228875897902121/

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1 COMMENTO

  1. Purtroppo di furbastri speculatori ce ne sono tanti,di ogni tipo,nostrani e importati. L ‘Italia si e’ prestata bene a questi giochetti ,ci sarebbe da farci una analisi piu’ accurata.Spero che finisca questa presa in giro.
    Auguriamoci che i lavoratori possano trovare una degna e alternativa soluzione lavorativa.
    Ugo

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