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A Ronta costruiti e poi abbandonati – Ecco la nota di Luca Ferruzzi, della Lega:

“ Bagni Pubblici, ci vogliamo davvero rassegnare?” A passare, ormai da molti anni, in Piazza del Mercato a Borgo San Lorenzo e guardare dal lato degli ex Bagni Pubblici e ex Saletta Comunale, continua a pigliarci il mal di stomaco per la sciatteria e il disinteresse con il quale l’Amministrazione borghigiana tratta la cosa pubblica, la res-publica, un bene, un patrimonio della comunità. E come la tratta? Non la tratta, e morta là.

Così come a Ronta, dove il Comune ha abbandonato i Servizi Igienici, costati, all’epoca, 50 milioni di lire di fondi pubblici, a Borgo è andata solo leggermente meglio, in quanto il Comune, dismessi i bagni pubblici, ha assegnato parte della struttura ad alcune società sportive, che vi si ritrovano ogni tanto, anche se, passando, si vede sempre tutto chiuso. Giusto e meritorio aiutare le associazioni sportive, che a Borgo non sono poche, ma che non si monopolizzi per questo il risicato spazio comunale disponibile, essendo sempre necessaria, invece, la priorità a servizi utili all’intera collettività nel suo complesso, poi, se c’è la disponibilità, si penserà alle esigenze dei gruppi.

No e poi no, i bagni ci servono e ci devono essere, a Ronta come a Borgo, non si transige: e se non è li, allora che sia da una altra parte. Per noi, la presenza di Servizi Igienici pubblici è indice del grado di civiltà e di civismo di una collettività: ci sono in India, Inghilterra, Etiopia…. nei posti che hanno culture millenarie.

Ci sono dappertutto, per non parlare di altri comuni mugellani limitrofi, evidentemente più attenti di Borgo alla gestione della cosa pubblica: Vicchio, San Godenzo, Scarperia. Anzi, Scarperia ne ha ben tre, due nel capoluogo e uno a Sant’Agata, con quello in pineta lustro e pulito anche a distanza di anni dalla costruzione.

Nel fare una interrogazione in Consiglio Comunale sui bagni di Ronta, anche lì a suo tempo ubicati, per un buon motivo, in una piazza centrale dove si tenevano mercati e feste, e ormai abbandonati colpevolmente da almeno 15 anni al loro destino, in risposta mi ebbi un balbettio confuso di mezze verità, di scuse che coprivano una verità ancora più grande: “Ma icchè vole questo co’ bagni? O un lo vede non ce ne pole fregare di meno?” il tutto naturalmente condito col solito sorrisino di sufficiente circostanza. Evidentemente si fa prima a chiudere che a aprire.

I Bagni (e anche la vicina saletta comunale), a Borgo San Lorenzo, DEVONO essere recuperati all’uso dell’intera collettività, che in un modo o nell’altro, li ha pagati, e cari: si tratta di una questione di dignità e d’amor proprio! Per quelle associazioni ospitate nel fondo, si trovi altra sede, magari assieme ad altre, al Multipiù. I Bagni, lì o altrove, servono ai cittadini che frequentano il mercato, servono a quei borghigiani (che ancora esistono) che pur avendo il gabinetto di base non hanno però un luogo degno dove andare a lavarsi; magari potrebbero anche servire a guadagnarsi onestamente il pane a un paio di famiglie disagiate con la gestione, in cambio di pochi spiccioli d’entrata, di quel servizio.

Signori del Comune, a noi i bagni ci “comodano”, la saletta ci “comoda” per l’uso pubblico, ci sembra anche una bella cosa e non ci si vuole proprio rassegnare: si continuerà così ad esigere che i nostri quattrini non vengano in alcun modo sprecati.

Luca Ferruzzi, Portavoce
Lega – Salvini Premier
Sezione “Mugello”

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Direttore responsabile della testata giornalistica OK!Mugello.

2 Commenti

  1. Perchè ci stupiamo? E’ tutto organizzato nel rispetto dei tanti “progetto accoglienza” rivolti alle nuove “culture e civiltà” che ora sono tra noi. Per non far pesare troppo il divario esistente, ecco che le istituzioni (la “i” minuscola mi sembra d’obbligo), provvedono a favorire il nostro avvicinamento a “loro”, invitandoci a fare tutto per strada o in qualsiasi luogo ci si trovi, così da non far sentire gli “altri” troppo diversi.
    EVVIVA

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