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E’ ormai certo che gli anni Ottanta hanno lascitato un segno indelebile nel cinema, nella musica e nei telefilm. E ovviamente anche qui, tra le campagne Mugellane, ci sono stati ragazzi che molto spesso vedevano senza però limitavarsi solo a vedere, ma mettevano anche (a volte sconsideratamente) in pratica quello che avevano visto, il piu delle volte dalla televisione.

Quindi, forse per avventura, forse per spaventarsi un po’, si riunivano in piccoli drappelli per ‘esplorare’ i tanti ruderi che si trovavano nel nostro territorio.

Ricordo grossi casali. E parti di mobili. Come uno scaldino, un girello e dei lampadari (i primi a corrente elettrica); poi stanze enormi e numerose, un giogo per i buoi lasciato appoggiato al muro, un camino enorme in mezzo alla stanza, mansarde tarlate.. fiaschi vuoti e damigiane mezze rotte.

Molti “ragazzi” andavano per cercare fantasmi, ma di fantasma vi erano solo quegli strani rumori di cui parlavo prima che sembravano fatti per lo piu da topi o piccoli roditori.
Sugli spiriti ipotizzati come dicevo prima non saprei ma i pericoli effettivi c’erano e come, partendo da un possibile crollo dovuto al cedimento delle travi di legno o il pericolo di finire intrappolati in chissa quale buco.

Oggi per lo piu ,queste case sono completamente svuotate o demolite (come nel caso del casale a Pianvallico) ma spesso l’odore di polvere intenso lo si riscontra anche in vecchi scantinati di adesso.

Oggi ovviamente i miei pensieri sono diversi, anche se il fascino per gli oggetti d’epoca l’ho sempre avuto, oggi di piu’ nel pensare a chi in quegli anni era davvero anonimo, a chi sopra dormiva nella camera da letto e sotto aveva gli animali nelle stalle o a quelle famiglie immense formate da decine di persone tra figli genitori e nonni, si perche’ al dila’ della molta ignoranza o cinismo che ci poteva essere nell’anteguerra, le tradizioni erano qualcosa di veramente sacro e tra familiari ci si accoglieva molto piu’..

Tornando allo stato attuale quando capito in zona Piavallico mi rendo conto di quanto e’ cambiato quel preciso punto, quello dove trent’anni fa c’era addirittura un intera colonica, quel punto dove oggi vige un edificio per fabbrica e uno spiazzo per il parcheggio delle auto..

Di queste case non e’ rimasta la minima traccia, il minimo dettaglio, eppure tutte le volte che torno in questo posto mi sembra sempre di rivederlo come era prima o lo e’ stato fino alla fine degli anni ottanta, primi novanta. Quel posto affascinante e avventuroso, anche pericoloso, ma dove ci siamo rifugiati spesso con i nostri piccoli sogni, la voglia di giocare e sopratutto quella di scoprire.

(foto di ag Casarulare e C.Quadri)

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