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Questo (nonostante il meteo e la pioggia di queste ore) è sempre stato considerato il mese del gran caldo, del solleone. Anche nelle nostre campagne a un certo punto della giornata sembrava che il tempo si fosse fermato, un silenzio profondo regnava sul mezzogiorno nei campi e nelle aie assolate, solo il “canto” delle cicale risuonava insistente e ripetitivo nell’aria torrida.

Era anche il periodo in cui i ragazzi andavano a bagnarsi nei fiumi dove, grazie alla portata ridotta delle acque, era possibile pescare a mano lasche e ghiozzi, i quali poi venivano infilati per le branchie a un ramoscello di vinco o ginestra annodato in fondo. Sembrerà strano, ma anche questi pesci di fiume venivano fritti e mangiati di gusto, una apprezzata variante alla consueta dieta delle famiglie.

Un tormentone del quale non ci si poteva liberare erano le mosche. Le trovavi dappertutto, la presenza di animali e di concimaie nei pressi delle case coloniche contribuivano molto al proliferare di questi fastidiosissimi insetti. Per cercare di alleviare il disagio, venivano appesi alla luce che illuminava la cucina piccole strisce di carta moschicida spesso fatte in casa con resina, olio di lino e miele che avevano lo scopo, appunto, di far attaccare le mosche, ma per la verità i risultati erano scarsi.

Un altro rimedio era il Flit insetticida, che veniva spruzzato nelle stanze con un marchingegno particolare. Questo uccideva le mosche, ma poi si è saputo che era molto dannoso per le persone. L’estate nelle campagne era anche questo.

Dopo questi due brevi incisi torniamo alla terra. Il contadino non riposava, anzi, era il tempo dei trapianti e perciò doveva stare attento che le piantine avessero sempre umidità costante; doveva vigilare se sulle piante dell’ulivo ci fosse la presenza della mosca e intervenire di conseguenza; ultimare la raccolta di patate, agli e cipolle; stare attento alla maturazione dell’uva e iniziare a preparare le attrezzature per la vendemmia e così via.

Agosto primi giorni d’inferno, a fine mese primi accenni all’inverno.
Secondo il proverbio giorni torridi contraddistinguevano il periodo, mentre alla fine del mese si avvertiva già l’aria settembrina.

D’agosto moglie mia non ti conosco.
Anche: “Moglie mia stammi discosto; signora non sono vostro”.
È un vecchio adagio che consiglia agli uomini di stare calmi dal punto di vista affettivo nel periodo più caldo. Il poeta greco Alceo vissuto fra il VII e il VI secolo a. C. in una sua quartina afferma: “Il cardo è in fiore, le donne sono piene di desiderio, gli uomini hanno poco vigore, ora che Sirio (stella che brilla di più nel firmamento) dissecca il capo e le ginocchia”. Come si vede un “problema molto antico”!

Per ferragosto si mangiano piccioni arrosto.
Difficile dire se i nostri contadini mangiassero il piccione arrosto, è certo però che il ferragosto è sinonimo di vacanza. Le “feriae augusti” furono istituite dell’imperatore Augusto quando il mese, detto “sextilis”, gli venne dedicato e sappiamo che le ferie augustali venivano celebrate con grande allegria. Alcuni studiosi sostengono che queste vanno ricollegate a usanze e feste romane molto antiche quali le Consuali, che si celebravano in onore del dio Conso, una divinità protettrice del grano, alla quale ci si rivolgeva per propiziarsi il raccolto d’agosto e la semina in dicembre.

A agosto matura il granturco e il mosto.
Un detto conosciuto e veritiero.

San Lorenzo la gran calura, Sant’Antonio la gran freddura, l’una e l’altra poco dura.
Ad agosto mentre si sottolineano gli effetti del caldo e del sole, dall’altra si avvertono i mutamenti che preannunciano la fine dell’estate. A gennaio si verifica il fenomeno inverso: infatti, mentre alcuni proverbi evidenziano l’aspetto del freddo, altri notano l’inizio dei primi segni della primavera.

Per santa Maddalena la noce è piena.
Il frutto è già formato ma bisogna aspettare ancora per poterlo cogliere, la completa maturazione della noce è a settembre.

Per l’Assunta l’oliva è unta.
L’oliva ha già preso corpo, ma deve passare ancora molto tempo per la sua maturazione. Un detto dei nostri contadini recitava: “Le olive cominciano a fare l’olio quando hanno avuto la novena di Natale”.
La Madonna Assunta o semplicemente l’Assunta, è la festa della Madonna che ricorre il 15 agosto e ricorda la sua Assunzione al cielo. Una molto solennità diffusa in tutto il mondo cattolico, ma non sempre fu così.
Il testo siriaco del “Transitus Virginis” afferma che gli apostoli stabilirono tre date durante l’anno dove commemorare la Vergine, che non riguardava la sua assunzione al cielo e questi erano: il 25 gennaio per la buona riuscita delle seminagioni; il 15 maggio per la raccolta imminente delle messi; e il 15 agosto per una copiosa vendemmia.
Col tempo a queste primitive feste della Madonna si sostituì quella dell’Assunzione e questa antica testimonianza liturgica fu definita e solennemente proclamata col dogma voluto da Pio XII nel 1950.

A mezz’agosto animata, a mezzo settembre vergolata.
Qui si fa riferimento alla castagna: a metà agosto il suo frutto si sta formando e a metà settembre è pronto per essere raccolto. Vergolata a significato di battuta.

La prim’acqua d’agosto, pover’uomo ti conosco.
Le prime piogge rinfrescavano l’aria, l’estate era finita e per i poveri ricominciava la vita grama di sempre. Il proverbio allude, appunto, a chi aveva un vestito da mettersi e chi invece non lo possedeva.

Chi vuole molto mosto zappi la vigna d’agosto e chi vuole l’uva grossa zappi la proda e scavi la fossa.
Dettami semplici che indicano cosa si deve fare per propiziarsi una buona vendemmia.
Per San Rocco la rondine fa fagotto.
Le rondini a metà di questo mese si preparano a partire; cominciano a riunirsi i primi gruppi che formano i raduni dell’esodo.

Con la prim’acqua d’agosto muoiono le mosche, ma quella che rimane morde come un cane.
Le mosche, un fastidio che una volta tormentava l’estate morivano presto, ma quelle che rimanevano erano particolarmente pungenti e fastidiose.

Quando la mora è rossa il fuso ingrossa, quando è nera affatto se ne filan tre o quattro.
Le more cominciano a maturare generalmente in agosto e la sua maturazione ci dice che l’estate volge al declino; le giornate si scorciano e ricominciano i lavori sedentari.

Alfredo Altieri

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