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Nei giorni scorsi l’assemblea della Conferenza 3 Medio Valdarno (circa 50 comuni tra cui tutto il Mugello, poi le province di Prato, Firenze, Pistoia, Arezzo) ha votato a maggioranza (31 voti) per la proroga fino al 2024 dell’affidamento a Publiacqua del servizio idrico.

Questo nonostante da più parti si fossero levate delle perplessità in proposito, legate specie al rispetto della volontà popolare che, con un referendum si è espressa per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, si era posto ad esempio alla guida di un fronte di opposizione. E, per questo, aveva scritto una lettera a tutti i sindaci dell’assemblea Ato 3 Medio Valdarno. Alla fine, però, solo i comuni di Loro Ciuffenna, Cavriglia, Montevarchi, Vaglia, Cantagallo, Carmignano e Montemurlo hanno manifestato il loro dissenso. Ora bisognerà attendere (per un pronunciamento definitivo) il voto dell’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana, che raggruppa tutti gli ex Ato.

Ma ecco alcune reazioni alla prima decisione favorevole alla proroga a Publiacqua. La nota di Leonardo Borchi (sindaco di Vaglia):

LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA SI ALLONTANA
In Italia, a giugno 2011, un referendum, con più del 98% di voti, si espresse perché il servizio dell’acqua e della fognatura dovesse essere pubblico. Cioè che con l’acqua non si dovevano fare profitti. Che questa risorsa essenziale, insostituibile, non doveva soggiacere ad un regime di mercato.
A tutto oggi, il nostro territorio, le provincie di Firenze, Prato, Pistoia e parte del Valdarno, che formano la Conferenza n.3 del “Medio Valdarno, sono gestite da una società per azioni, misto pubblica-privata. Publiacqua.
La convenzione che regola i rapporti tra i Comuni e Publiacqua scade il 31 dicembre 2021. Quella data era l’appuntamento, e l’occasione, perché i Comuni si riprendessero il controllo della società, liquidando il socio privato, dando vita ad una società tutta pubblica, da loro controllata.
Era l’occasione. Era. Perché questo pomeriggio la Conferenza dei sindaci ha votato per una proroga di 3 anni della convenzione, nella maggior parte senza nemmeno passare dai rispettivi consigli comunali. Questa decisione allontana la prospettiva della ripubblicizzazione dell’acqua, nel momento in cui si dovevano avviare gli atti, le procedure, le azioni per arrivare alla data fatidica con il lavoro fatto.
La votazione, che ci ha visto protagonisti, verteva, come punto all’ordine del giorno, sull’approvazione della proposta della Direzione dell’Autorità Idrica Toscana (il consorzio obbligatorio di tutti i comuni della regione) delle nuove tariffe di Publiacqua. In modo, per me, subdolo e surrettizio, si giustificava la necessità di prorogare la concessione in funzione di tenere basse le tariffe stesse.
Sul merito di questa operazione, rimando alle mie riflessioni, che ho racchiuso in una lettera inviata ai 50 sindaci appartenenti alla Conferenza e che qui ho postato il 29 novembre scorso.
Ci hanno detto che se non volevamo votare quella proposta o un’altra alternativa, che prevedeva però un incremento notevole della tariffa, dovevamo noi proporne una terza.
Ora, la conferenza dei sindaci è un organo di governo politico. Dà gli obiettivi, individua le priorità. Ma è’ l’organo tecnico, in questo caso la direzione dell’AIT, che deve confezionare lo strumento operativo. La proposta di tariffa.
Gli input sono stati dati. Gli obiettivi specificati: 1) ripubblicizzare Publiacqua 2) chiudere la convenzione alla scadenza naturale. Come compendiare ciò con il contenimento dei costi in tariffa e nello stesso tempo salvaguardare la sostenibilità finanziaria della società?
Modificando la proposta avanzata con 1) togliere i dividendi, che di media assommano a 25/30 milioni di € all’anno 2) contrarre i costi diminuendo gli investimenti già aumentati di 40 milioni di € rispetto al piano approvato nel 2016. Tenuto conto che dal 2022 la tariffa dovrà comunque abbassarsi del 20%, per la ragione che non vi saranno più caricati i canoni dovuti ai comuni che assommano ad altri 40 milioni di €. Tenuto conto che, una volta liquidato il socio privato, Publiacqua non avrà più il soggetto a cui distribuire il 40% degli utili e questi potranno essere reinvestiti oppure utilizzati per abbattere ancora le tariffe.
Ebbene 31 comuni hanno votato a favore della proroga della convenzione fino al 2024 (guarda caso fino alla scadenza tutta del prossimo mandato dei sindaci, che partirà dalla prossima primavera).
2 hanno votato per la proposta alternativa e 7 si sono espressi contrari ad entrambe. E sono: Cantagallo, Carmignano, Cavriglia, Loro Ciuffenna, Montemurlo, Montevarchi e Vaglia.
Fino a 10 mesi fa noi sindaci che peroravano la causa della ripubblicizzazione di Publiacqua eravamo rari come i “can gialli”. Dopo il voto politico del 4 marzo ed ad un anno dalle prossime elezioni amministrative, si sono sprecate le dichiarazioni a favore…
I cittadini vogliono atti. Non solo promesse e parole.
Augh
Leonardo Borchi Sindaco

Sul tema interviene anche Federcosumatori:

Federconsumatori Toscana: “Sì alla ripubblicizzazione del servizio idrico, si crei un processo partecipato. La proroga del servizio a Publiacqua, pur mantenendo le nostre perplessità, può avere senso se utile a ridurre i costi di accesso al pubblico e a mantenere gli investimenti”

Firenze, 6-12-2018 – Ripubblicizzazione del servizio idrico integrato: è questo è il vero tema su cui confrontarsi da ora in poi. Le delibere di indirizzo assunte dalla Autorità Idrica Toscana, prima a livello provinciale e poi a livello regionale, confermano la volontà dei Comuni a procedere alla riacquisizione delle quote private di Publiacqua. E’ una scelta importante che come Associazione condividiamo e che va nella direzione indicata dal referendum del 2011.E’ necessario perciò agire con con serietà e con tempi certi alla realizzazione di questo obiettivo, dovranno essere definite procedure, criteri, strutture societarie , ambiti territoriali, ruolo e partecipazione attiva dei cittadini e – non ultimo – il costo della operazione. Da questo punto di vista la proroga a Publiacqua per due anni (dopo le proroghe concesse ad Asa, Acque e Nuove Acque), pur mantenendo le nostre perplessità, oltre a consentire il mantenimento delle tariffe inalterate per i prossimi anni, può avere un senso se utile a ridurre i costi di accesso al pubblico e mantenere inalterati gli investimenti per i prossimi cinque anni. Per questo chiediamo ai Comuni, alla Autorità Idrica Toscana, ai Gestori, di procedere ai progetti di fattibilità, di aprire un confronto con le istanze dei cittadini e delle loro rappresentanze perché questo processo – che risponde ad obiettivi fortemente condivisi – sia il più possibile partecipato.

Firmato: Federconsumatori Toscana

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3 Commenti

  1. Figurarsi se i sindaci si privavano o si inimicavano il loro “refugium peccatorum”, a cui poter accedere a fine dei loro mandati amministrativi. Cominciò quel tal borghigiano che cedette la gestione pubblica a favore della poltrona al Consiag!

    • Giusto poi si parla di democrazia ma con stratagemmi e regolette si fa finta che gli statuti non esistono .I referendum non contano democrazia (forse)

  2. Che peccato! Persa nuovamente in questa poccasione di dare finalmente seguito al volere della maggioranza dei cittadini che si erano ben espressi e con grande maggioranza al referendum. Ancora una volta il volere dei cittadini, che poi vengono chiamati a nominare i rappresentanti delle istituzioni, non sono stati ascoltati. Troppo pochi, anche se lodevoli, quei Sindaci, che si sono sentiti in dovere di ascoltare la voce del popolo. Per tutti gli altri, peccato! È stato negato ai cittadini che amministrano, un sacrosanto diritto. Pazienza se ne faranno una ragione.

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