Francesco Paoli al centro volge lo sguardo al fotografo con i libri in mano davanti alla Biblioteca Comunale di Firenze
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Parliamone, di Domenica, con Aldo Giovannini – Il 4 novembre del 1966, 52 anni orsono, la storia ormai incancellabile ci ricorda la disastrosa alluvione che colpì Firenze. Un momento davvero tragico, anche per i danni gravissimi, che dovette subire la città del giglio sia in uomini che nel patrimonio artistico e culturale.

Basti ricordare le migliaia di antichi tomi, la “storia” – la “civiltà” di una terra sotto il fango. In questo contesto vogliamo pubblicare e ricordare una parentesi simpatica di un nostro carissimo amico, Francesco Paoli detto “capello” uni dei più sfegatati tifosi bianco verdi dell’A.S.Fortis Juventus 1909, il quale ragazzotto con altri tre amici borghigiani andò a Firenze a “dare una mano” come si dice in gergo.

Francesco Paoli “capello”, l’altro giorno al Romanelli durante l’intervallo della partita.

Si dice il caso, in una rivista fiorentina è spuntata fuori dopo mezzo secolo una nitida immagine di Francesco mentre con altri giovani tirano fuori dalla Biblioteca Nazionale fiorentina grossi antichi tomi, per poi portarli in ambienti specifici per la loro ripulitura e salvezza, che come è noto durò tanti anni; anzi ancora ci si sta lavorando.

4 novembre 1966; la Sieve  ha ricoperto la salceta e i campi  di Lutiano

Ci diceva “capello” che dal mitico Bar La Magnolia di Borgo (chiuso da quasi 8 anni, che peccato!) presero la decisione a quattro mani: andare cioè a Firenze per aiutare i giovani che giungevano da tutto il mondo. I leggendari “angeli del fango”.

Ormai “capello è capello” ma non gli sarebbe stato male chiamarlo “l’angelo del fango..”.

Piccole-grandi storie che tornano sempre a galla anche a distanza di tanti anni. Ecco qualche foto a corredo.

In alto a sinistra alla finestra si intravede Raffaello Paladini, mentre guarda sgomento l’acqua che ha invaso il suo podere a Rimorelli davanti al campo sportivo.

 

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Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

7 Commenti

  1. Gentile lettore, oggi domenica alle 15 sono a Villa Pecori Giraldi, con l’artista e docente Elisa Marianini, a leggere alcune lettere DI SOLDATI MUGELLANI dal fronte di guerra in occasione dell’anniversario della I° Guerra Mondiale. Quante cose abbiamo scoperto, simpatiche e tragiche.
    Storie mugellane di vita vita vissuta. Grazie, Giovannini

  2. Sarebbe bello, che i giovani di oggi partecipasse a questi incontri! Ricordo ancora, quando il nonno raccontava a me e a i miei fratelli, la sua storia di bersagliere in bicicletta, durante la guerra 15/18!a pensarci oggi.. Quanta nostalgia e tenerezza!!!!

  3. Carissimo Aldo mi spiace non essere con te ,oggi pomeriggio,avrei voluto ringraziarti ancora una volta per la tua disponibilità e competenza a ricordare gli eventi che ricorrono.
    La storia ,sia nazionale e non è quanto di più istruttivo possa esserci.
    Cogito ergo sum.
    Vecchia espressione ,ma di grande saggezza.
    In questo 4 novembre si ricordano due eventi
    Primo in ordine di tempo :,festa delle forze armate e100 anni dalla fine della prima guerra mondiale,tante cose ci sono da sapere e dire.
    ..e te ne fai partecipe.
    Secondo: l’alluvione del 1966 ,alluvione che colpì Firenze ma non solo le piazze della città.
    La città ha sempre avuto giusta fama nel mondo per gli artisti,artigiani, cultura .
    Sono stati ricordati gli”angeli del fango”che vennero da fuori ,oggi si sono ricordati gli” eroi “del 66.
    Ma I fiorentini e l’alluvione del 66 chi li ricorda?
    Non certo le celebrazioni una volta l’anno .
    DI FARE E MENO CELEBRARE,di questo si dovrebbe ricordare chi è preposto alla prevenzione sul territorio.Ma per tutto l’anno.
    IL tuo attento ricordo degli eventi mi porta ad esternare questa riflessione e te ne ringrazio .
    C’ero nel 66
    Ugo

  4. Caro Ugo, grazie tante delle tue parole. Fino a quando avremo fiato, come dicevano i nostri vecchi, cercheremo nel nostro piccolo, senza nessuna pretesa intellettuale, di ricordare da dove siamo venuti. Un caro saluto

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