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Marradi

Marradi-StemmaDi Marradi parla Niccolò Machiavelli; che lo descrive: “Un castello posto a piè dell’Alpi che dividono la Toscana dalla Romagna: ma da quella parte che guarda verso Romagna e nel principio di Val di Lamona, benché sia senza mura, nondimeno il fiume, i monti e gli abitatori lo fanno forte, perché gli uomini sono armigeri e fedeli ed il fiume in modo ha roso il terreno e ha sì alte le grotte sue, che a venirvi di verso la valle è impossibile, qualunque volta un picciol ponte che è sopra il fiume fosse difeso: e dalle parti de’ monti sono le ripe sì aspre che rendono quel sito sicurissimo”.

 

Marradi nacque in seguito alla sconfitta dei popoli barbari da parte dei Romani. All’inizio si trattava di un luogo fortificato, sulla strada, probabilmente costruita dopo il 59 a.C., che  collegava Faenza a Firenze e Lucca. Il luogo denominato “Castello” (Castellum), attorno al quale si stendevano tutti i poderi, uno di questi, posto alla destra del fiume Lamone, era chiamato “Marrato” cioè zappato. Da qui, forse, la derivazione del nome di Marradi.

Il paese, certo, deve gran parte della sua importanza e del suo sviluppo alla via che, fin dall’antichità, lo attraversa: la strada romana che, provenendo da Firenze e toccando Borgo S. Lorenzo, giungeva a Faenza. Nel Medioevo, Marradi appartenne alla diocesi di Faenza, e fu sotto il controllo della città romagnola e dei Conti Guidi. Nell’epoca feudale furono fondati: l’Abbazia di Santa Reparata (Badia del Borgo) risalente al 1050 appartenente all’Ordine Vallombrosiano (al suo interno dipinti del “Maestro da Marradi” di scuola ghirlandaiesca); Santa Maria di Crespino, già ricordata nel 1097 e passata anch’essa qualche tempo dopo nell’Ordine Vallombrosiano; l’Eremo di S. Barnaba di Gamogna, fondato da S. Pier Damiano nel 1053, appartenuto all’Ordine dei Camaldolesi. A partire dal XV secolo, però, Firenze pose la sua attenzione su Marradi. Fu così che il paese divenne un attivo centro di scambi, autorizzato anche, dal 1447, ad un mercato settimanale.

Una delle più importanti famiglie di Marradi è quella dei Fabbroni, cui si fa risalire anche la fondazione del castello. Era una famiglia giunta da Pistoia in età medioevale; che acquistò notevoli beni nel territorio, erigendo altresì nel borgo numerosi palazzi e fondando edifici sacri. Gli altri nomi storici di Marradi sono i Torriani, i Cattani, i Pascetti; anche loro seppero imprimere un notevole sviluppo al paese. Si deve a queste famiglie anche la fondazione di un’Accademia, quella degli Animosi, emanazione del vivace Circolo dei Signori.

A cavallo tra ‘800 e ‘900 nel paese si svilupparono condizioni straordinarie; che fecero di questo borgo adagiato sugli Appennini un notevole centro industriale. Uno sviluppo che fu portato, in gran parte, dal passaggio della ferrovia Firenze – Faenza (la Faentina) e che fu stimolato anche dalla notevole figura dell’ingegner Lorenzo Fabbri. Che vicino alla stazione costruì un molino a cilindri e una centrale idroelettrica per dare energia al mulino. Per questo, e per la presenza di una grande filanda, Marradi fu il terzo centro d’Italia ad avere l’illuminazione elettrica (fine XIX sec.).

Marradi ha dato i natali a famosi ed illustri personaggi fra i quali: Rocco Guerrini (ingegnere e progettista della fortezza di Spandau in Germania), Anacleto Francini detto “Bel Amì” (librettista di opere e autore della canzone “Creola”), Orlando Pescetti (Accademico della Crusca e autore della tragedia “Giulio Cesare” che ispirò Shakespeare); Silvano e Serafino Razzi (autori di opere religiose, storiche e filosofiche), Ascanio Tamburini (generale dell’Ordine dei Vallombrosani, scrisse opere di carattere religioso), Dino Campana, considerato uno dei maggiori poeti del Novecento ed autore dei “Canti Orfici” e alla cui storia d’amore con Sibilla Aleramo è stato dedicato il film “Un viaggio chiamato amore”.

Mappa della provincia di firenze
Altitudine: 328 metri slm
Superficie: 154,07 Km2
Abitanti: 3337 (aggiornato al 01/01/09)
Densità: 22 abitanti km2
Cap: 50034
Patrono: San Lorenzo
Festa: 10 agosto
mappa-provincia-marradi
Sito istituzionale

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