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Infatti al Ristorante “ Teatro dei Medici ” (Località La Torre – Comune di Scarperia e San Piero ….. ma a due passi da Borgo San Lorenzo) sabato 11 agosto 2018 alle ore 18  inaugurazione della mostra dell’artista sanpierino Simone Rocchi all’interno del locale.

Dopo che hanno riscosso un eccellente riscontro di pubblico e critica le mostre dei pittori e scultori Leonardo Santoli, Costantino Gradilone e Davide Ferro che hanno esposto precedentemente al pittore mugellano, a chiudere il cerchio di questa rassegna pittorica di assoluto valore artistico: come qualità delle opere esposte e artisti di livello alto come da loro passato più volte evidenziato attraverso queste pagine.

Simone Rocchi nato a San Piero a Sieve nel 1964, parafrasando l’incipit di una sua brochure, da oltre trent’anni, spinto da una ostinata passione per la pittura nella sua forma più tecnica, inizia con la frequentazione del circolo degli allievi di Pietro Annigoni, studiando anche presso la scuola “Il Canto” di Borgo San Lorenzo.

Affronta tutte le “sfaccettature della produzione artistica. Poi, a partire dalla seconda metà degli anni ’90, focalizza il suo interesse artistico verso la pittura figurativa, con l’affinamento della tecnica e la sperimentazione del colore.

Partecipa a tutte le iniziative culturali di livello sul territorio e non solo. Ci tiene a precisare e mi scrive un messaggio chiaro sull’argomento:  Da qualche tempo, Simone Rocchi, lavora ed espone le sue opere proprio a San Piero a Sieve, in via Provinciale, dove ha aperto lo studio, restaurando la vecchia bottega dell’ex falegnameria del padre, contribuendo, così, a rivitalizzare anche uno spicchio urbanistico e sociale del paese.

Caterina Suggelli il 4 ottobre 2010 con I quadri di Simone Rocchi in mostra alla Torre attraverso queste pagine, già aveva colto l’essenza della pittura di Simone Rocchi, attraverso le parole di Franco Mongatti, l’amico e il critico più “spietato” dell’artista sanpierino: “L’energia è definita come la capacità di un corpo o un sistema di compiere un lavoro. Dal punto di vista strettamente termodinamico, l’energia è definita come tutto ciò che può essere trasformato in calore. Nel Rinascimento il termine fu associato all’idea di “forza espressiva”. Questa ultima definizione esprime compiutamente l’opera di Rocchi, sia come forza nella lavorazione e nel colore, dimostrando completezza nella tavolozza, sia nella capacità di espressione che rimane figurativa. Simone Rocchi non utilizza allegorie, né tanto meno simboli, per rappresentare un sostantivo astratto, bensì i suoi strumenti di artigiano e pittore, per rendere figurativo quello che per sua sostanza non lo può essere. Per chiarire con un paragone “alto”, al contrario di Burri, non utilizza mezzi non convenzionali, che a suo tempo crearono scandalo, non cerca “evocazioni” ed è tutt’altro che informale nel senso di dare libera espressione alle pulsioni ed emozioni individuali. Rocchi rimane un pittore figurativo e le sue opere rappresentano davvero l’energia nelle sue varie forme e risultati: i materiali che appaiono non sono realmente carbonizzati o ossidati, ma ne sono l’immagine pittorica”.

La mostra è presente negli spazi interni al Ristorante Teatro dei Medici (Località La Torre 14 – Scarperia) fino al 25 agosto 2018

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