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Secondo l’articolo firmato da Amadore Agostini presente nell’edizione odierna (Venerdì 2 Novembre 2018) del quotidiano ‘La Nazione‘( Articolo completo qui), un ragazzino che frequenta le medie nel Mugello avrebbe denunciato alla propria insegnante la circolazione di un filmato pornografico di 10 secondi su  “Whatsapp”, la celebre applicazione di messaggistica istantanea per cellulari smartphone, in alcune scuole elementari e medie della provincia fiorentina. Il filmato vedrebbe come protagonisti una bambina di nemmeno 10 anni e due ragazzini forse poco più grandi di lei nell’atto di fare sesso.

La docente del ragazzo del Mugello avrebbe subito portato il cellulare in presidenza e fatto così scattare le indagini da parte delle autorità. I militari avrebbero dunque trasmesso una notizia di reato alla procura dei minori di Firenze aprendo una inchiesta a carico di ignoti.

I risultati delle prime indagini porterebbero come luogo di origine del video ad una località di mare in provincia di Roma.

Arriva anche l’appello della Procura dei minori rivolto ai genitori dei bambini e ragazzi di elementari e medie:

«Invitiamo i genitori a controllare i telefoni dei figli a cancellare quel video e a segnalare alle forze dell’ordine da chi è arrivato》

 

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Determinata, realista e ambiziosa. Amo il settore del giornalismo per il quale sto studiando all'Università di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze con ramo in "Studi in Comunicazione". Sono redattrice della rivista "Edera: La Cultura Cresce ovunque" mensile cartaceo per ragazzi ideato, realizzato e distribuito nelle edicole da un gruppo di ragazzi fiorentini. Sono anche responsabile stampa della squadra di calcio femminile Vigor CF, con sede a Rignano sull'Arno. Sono appassionata di fotografia ed il mio sogno nel cassetto è quello di lavorare un giorno in radio e/o in televisione.

4 Commenti

  1. Ah.
    “Invitiamo i genitori a controllare i telefoni dei figli e a cancellare quel video…”
    Non sarebbe meglio dire:
    Invitiamo i genitori a controllare I FIGLI?
    Bei tempi quando non c’erano questi Smartphone… Non ci si condivideva nulla sui social, non c’erano telecamere e macchine fotografiche in mano a dei BAMBINI e, fondamentalmente, c’era più controllo da parte dei genitori. Oggi i genitori spesso sono più infantili dei propri figli. In molti casi sanno usare molto meglio le tecnologie moderne i figli che dei padri. A volte si sentono genitori parlare dei loro bambini e vantarsi di quanto siano grandi per la loro età. E gli comprano oggetti da grandi. A partire da questi benedetti affari che servono a tutto meno che per telefonare.
    Senza pensare che questi affari hanno accesso a milioni di video e immagini porno. E i bambini fanno quello che vogliono i genitori. Si comportano da grandi. Imitando quello che fanno i grandi.
    Non bisogna controllare i telefoni.
    Bisogna controllare i bambini.
    Anzi, forse è meglio controllare i genitori.

  2. La notizia era già apparsa sul “Corriere fiorentino” del 31 ottobre. “La Nazione” si è limitata a riportarla senza neppure citare la fonte. Credo che il vostro lead dovrebbe essere corretto.

  3. I ragazzi di quell’età non dovrebbero avere dei mega cellulari e per di piú collegati ad internet… Questa non é libertà di poter comunicare, questa é vera diseducazione. E la responsabilità di certi fatti é da attribuire unicamente ai genitori che non controllano i loro figli e i mezzi informatici in loro dotazione. Il troppo permissivismo significa abbandonare i ragazzi a loro stessi.

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