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Avvicinandosi sempre più ai giorni referendari riguardo alla fusione dei comuni, arriva in redazione il comunicato del Partito Comunista Toscano che dichiara la sua contrarietà alle fusioni dei Comuni Toscani.

Nei prossimi giorni, l’11 e il 12 Novembre, in 10 Comuni della Toscana, per quasi 70 mila abitanti, ci saranno i referendum per dire addio al proprio Comune e far nascere con una fusione a freddo altri nuovi Comuni.
Nella Provincia di Firenze i comuni interessati saranno San Godenzo con Dicomano e Barberino Valdelsa con Tavernelle Val di Pesa, nella provincia di Arezzo saranno i comuni di Bibbiena e Ortignano Raggiolo e infine per Siena con Montepulciano e Torrita ed Asciano con Rapolano.

Come Comunisti siamo fermamente contrari a questa forma di accorpamento comunale.

Dopo avere letto il progetto di fusione, riteniamo assolutamente inaccettabile tale progetto, teso ad allontanare i Cittadini dalla partecipazione e dai servizi ; a pagarne le conseguenze, come sempre, saranno le fasce più deboli, gli anziani, chi ha problemi di mobilità e chi ha problemi economici. È sconcertante il tentativo di ridimensionare democrazia e partecipazione mediante la propaganda di promesse di denaro e di altri improbabili benefici, infatti la somma dei Consiglieri eletti nei comuni attualmente è superiore mentre con le fusioni saranno ridotte di quasi la metà, riducendo drasticamente la rappresentatività. Le frazioni che già oggi sono oggetto di scarsa attenzione, con l’aggiunta di frazioni importanti dovuti alle fusioni inevitabilmente saranno ancora meno considerate. Le decisioni si allontaneranno sempre più dalle persone.

Riteniamo che per l’ottimizzazione dei servizi e dell’impegno economico sia sufficiente la collaborazione di più comuni che agiscano in sintonia, tenendo conto delle aspettative dei Cittadini e delle esigenze dei territori, gli Amministratori dovrebbero tenere conto di chi ha dato loro fiducia e non dovrebbero portare avanti passivamente scelte calate dall’alto.
Non è certamente una priorità la “fusione”, le attese dei Cittadini sono altre, come avere un lavoro che è l’unica cosa che dà dignità, avere una sanità funzionante con il potenziamento delle strutture sanitarie, le strutture scolastiche, i trasporti, gli impianti sportivi, la manutenzione stradale, l’ambiente ecc. ecc.
Ci viene in mente la farsa della chiusura delle Provincie, infatti sono sempre li ma con meno competenze soprattutto nel territorio e gli effetti devastanti sono quotidianamente visibili, in compenso è stata tolta la possibilità ai Cittadini di eleggere i propri rappresentanti. Oggi la provincia è amministrata da nominati.

Tutte le narrazioni positive sulle fusioni sono solo frutto di invenzioni. Tutto nasce dal Patto di Stabilità e dal blocco del turn over, i comuni più o meno piccoli o indebitati non riescono più a garantire i servizi ai cittadini e invece di risolvere i problemi con investimenti e assunzioni, i partiti filo europeisti si sono inventati le fusioni dei comuni con una piccola mancia che si esaurirà nel giro di pochi anni senza lasciare traccia. Noi siamo per lo stralcio del patto di Stabilità, che si torni ad investire e si torni ad assumere in modo da non distruggere secoli di storia, cultura, tradizioni e soprattutto si riesca a garantire a tutti i cittadini una vita dignitosa.

NOI A QUESTO NON CI STIAMO

Per queste ragioni il Partito Comunista Toscana invita i cittadini interessati a votare convintamente NO all’ennesimo maldestro tentativo di attacco alla nostra vita.

 

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1 COMMENTO

  1. Mi sembra che abbiate proprio nel Mugello un bell’esempio di fusione , quello di Scarperia e S.Piero che in soli 4 anni e mezzo ha fatto tantissimi investimenti, mi sembra per circa 20 milioni di euro, e migliorato la vita di tutti i cittadini. Un’altro comune quello di Incisa Figline lo stesso hanno realizzato tutto il programma elettorale prima della fine della legislatura. Ma siete sicuri che sia meglio stare divisi? Nel mio comune, Tavarnelle Val di Pesa che si fonderà con Barberino Val d’Elsa, il fronte del no dice “Piccolo è bello” io dico “piccolo è limitato”, nelle risorse che serviranno ai comuni per sopravvivere visto che in tutti i comuni ci sono state sensibili riduzioni di contributi statali, limitata anche la speranza di creare nuove infrastrutture come scuole, viabilità, etc. Io credo invece che questa sia una possibilità unica e molto vantaggiosa per migliorare lo status dei comuni fusi e quindi dei loro cittadini. Comunque io dico VOTATE SI!!!!

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