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SAecondo la lista l’Altra Borgo – Rifondazione Comunista “Il tanto atteso avvio anche sul territorio del nostro Comune del sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta” non è stato preceduto da un chiarimento soddisfacente sui vari aspetti del suo funzionamento. Gli incontri pubblici rivolti alla popolazione, tenuti dall’Amministrazione comunale, hanno infatti lasciato aperti molti punti di domanda, senza che fossero offerte esaustive delucidazioni, facendo al contrario emergere un’organizzazione per molti aspetti approssimativa del servizio e bisognosa di una più puntuale definizione”. Spiegano in una nota:

Ad esempio, niente di preciso riguardo ai punti di raccolta nel caso di abitazioni sparse in aree rurali; niente di certo su come verrà gestito l’ingombro dato dai contenitori nel caso di aree con condomini estesi, come quelle presenti in alcune zone centrali del capoluogo; niente infine su come si cercherà di abbattere i costi enormemente cresciuti dopo la chiusura della discarica di Vigiano per lo smaltimento del materiale indifferenziato, solo un generico accenno alla necessità di un nuovo impianto.

Tutto ciò appare ancora più grave se si tiene conto del fatto che una sperimentazione del nuovo sistema, voluta a ridosso delle scorse elezioni dall’allora Amministrazione Bettarini, è in essere nella frazione di Ronta già dal 2014, cioè ha più o meno la stessa età dell’attuale Giunta Omoboni.

Quasi cinque anni quindi di sperimentazione per evidenziare le criticità e predisporre una formula adeguata alle molteplici esigenze e alle variegate realtà abitative presenti sul nostro territorio, e ancora rimangono punti da chiarire. Eppure un periodo così lungo doveva permettere all’Amministrazione di definirne ogni aspetto anche nei particolari, figuriamoci evitare macroscopiche omissioni come quelle menzionate.

Quasi cinque anni, questi, durante i quali la promessa di un’imminente estensione su tutto il territorio è stata smentita tante volte quante è stata fatta. Nel frattempo è stato rinnovato il bando riguardante l’ente gestore, con il passaggio da Publiambiente a Alia; quella del rinnovo del bando doveva essere l’occasione per mettere anche chi gestirà il servizio di fronte all’esigenza di definirlo al meglio, ma l’organizzazione su alcuni aspetti, anche importanti, sembra appena abbozzata.

La cosa però su cui l’Amministrazione sembra avere le idee più chiare sono i costi che il passaggio al nuovo sistema comporterà, costi che, incalzata da altri, contrari da sempre al “porta a porta”, ha tenuto a evidenziare con cura, quasi come a mettere le mani avanti, per evitare equivoci. Eppure il “porta a porta”, avendo un’alta potenzialità di incremento nella differenziazione e nel riciclo del materiale, con il conseguente abbattimento della percentuale di materiale indifferenziato, dove è stato adottato, non ha portato all’aumento delle tariffe, bensì alla loro diminuzione.

A Capannori, in provincia di Lucca, le riduzioni sulla parte variabile hanno raggiunto anche il 20%. Per poter ottenere questo risultato è necessaria però una drastica riduzione dell’indifferenziato, ovvero un orientamento nell’ottica “rifiuti zero”; non ipotizzare, come al contrario accade da noi, una nuova discarica, per non dire di altro ancora. Senza una differenziazione spinta, infatti, una nuova discarica straboccherebbe con la stessa velocità di quella di Vigiano, sito che poteva essere ancora utilizzabile se si fosse ricorsi al “porta a porta” anni fa, come noi abbiamo sempre chiesto.

D’altra parte la reticenza delle Amministrazioni passate nell’assumere questa nuova strategia sui rifiuti si riconosce anche nell’organizzazione approssimativa del servizio offerta dall’Amministrazione attuale, cosa che non lascia presagire un sistema né efficiente, né economicamente virtuoso.

Ricordiamo a questo proposito le parole dello stesso Sindaco Omoboni in occasione delle primarie che nel 2014 gli consegnarono la guida della coalizione con cui vinse le scorse elezioni: «bisogna ripartire da una nuova politica dei rifiuti, e che si occupi del problema a monte e non a valle. Una seria strategia politica di Rifiuti-zero deve interessare il Mugello, con una capacità di incidere anche sul Piano di Ambito dell’ATO Toscana Centro. Dobbiamo muoverci, quindi, nell’organizzazione del “porta a porta” (unico sistema efficace in grado di raggiungere buone percentuali di raccolta differenziata) e nella valorizzazione del nostro impianto di compostaggio di Faltona, incentivandone l’utilizzo da parte degli agricoltori». Evidentemente queste parole furono dette con poca convinzione.

Per questo come gruppo L’Altra Borgo-Rifondazione Comunista abbiamo chiesto all’Amministrazione chiarimenti che facciano luce sui molti punti ancora non chiari.

Clicca sul seguente link per scaricare l’Interrogazione sulla raccolta Porta a porta

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