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Il Provveditore della Misericordia di Borgo San Lorenzo indirizza al sindaco ed ai media locali una lunga lettera aperta, nella quale chiede di mantenere il nome corrente (scelto in maniera spontanea dal popolo) e di non legarlo invece a statisti che, per quanto grandi, non hanno legami con Borgo San Lorenzo:

Carissimi
Sento il bisogno d’intervenire nel dibattito che si sta tenendo sul tentativo della Giunta del Comune di Borgo San Lorenzo di assegnare un nuovo nome al Parco della Misericordia. Non foss’ altro che per gli obblighi che mi derivano dall’essere il Provveditore dell’Associazione e quindi rappresentante di circa 1500 confratelli iscritti tra Borgo S. Lorenzo e la sez. di Luco/Grezzano, a questo Sodalizio.

Molte cose sono state dette finora e molte di queste sono del tutto condivisibili.
Le riassumo rapidamente senza dilungarmi, e poi ne aggiungo altre che ritengo che meritino attenzione e considerazione.

– La Giunta ci ha abituati in questi anni a riunioni, discussioni, decisioni condivise dalla popolazione su tutte le problematiche affrontate, mentre sulla questione in oggetto non si è pensato ad informare con una e-mail, una telefonata non solo la popolazione ma neppure la Misericordia borghigiana che, forse è bene ricordarlo, si accordò con il Comune nel 1995, anno di inaugurazione del Parco, per la cessione gratuita di un terreno di sua proprietà necessario alla realizzazione;

– Tutta Borgo San Lorenzo ha capito che la scelta del socialista Sandro Pertini come nome di statista da assegnare al Parco (nulla da dire sulla sua persona) è dovuta al tentativo della Giunta di ricostruire un rapporto più che incrinato con quei socialisti che male digerirono a suo tempo il passaggio del Sindaco dal PSI di allora al PD di oggi. La conferma a questa illazione è stato l’immediato plauso assegnato a questa iniziativa dal consigliere comunale Enzo Squilloni di note simpatie socialiste. Credo che la stessa operazione si sarebbe potuta fare, più correttamente, assegnando il nome di Pertini a qualcosa di realizzato da questa Amministrazione, dando valore a qualcosa fatto da questa Giunta come una nuova Via o piazza, un nuovo giardino, uno spazio di ritrovo o di attività: troppo facile prendere ciò che già esiste nel paese, fatto da Amministrazioni precedenti, ed usarlo in questo modo;

– Se di statista si doveva trattare perché Sandro Pertini e non Aldo Moro, o Tina Anselmi, o Giovanni Spadolini, Giuseppe Saragat o Giorgio La Pira, cioè straordinari uomini di Stato del passato, come Pertini, ma non pescati dalla solita parte politica di sempre;

– mi viene riferito che non vi è mai stata una “delibera ufficiale” per denominare il Parco col nome “Misericordia” e che l’iniziativa dell’assegnazione di un nome è pensata per colmare questo vuoto;
a parte il fatto che l’Amministrazione stessa, in tutti i suoi atti, da sempre, lo chiama “Parco della Misericordia”; ma il bello è poi questo: lo si potrà rinominare come si vuole ma quello è e resterà il suo nome perché così lo ha battezzato il popolo, la gente del paese e non cambierà più; così come Piazza dei Giardini (e non Piazza Dante, Piazza dell’Agostini (e non Piazza Vittorio Veneto), Piazza dell’Orologio (e non Piazza Cavour), così come i Salesiani (e non il Centro Giovanile). E di questi esempi potremmo farne molti altri.

– Il nome il Parco ce l’ha già, ed è bellissimo. La parola Misericordia deriva dal latino “miseris cor dare” e significa “DARE IL CUORE AI MISERI”; allora mi chiedo: per chi non è giusta questa causa? Chi può offendere? Vi è persona, anche laica, che non trovi in questo motto cristiano un atteggiamento bello, positivo dell’animo umano, oggi assolutamente necessario da perseguire? E allora perché cambiare?

– Per ultimo, ma è forse la cosa più rilevante: come Provveditore della Misericordia di Borgo San Lorenzo mi sento la responsabilità di rappresentare non solo il presente dell’Associazione ma anche lo straordinario passato fatto di 171 anni di storia; sono infatti le nostre origini che danno significato a quello che facciamo oggi e, con esse, tutti quei confratelli che, giorno dopo giorno, attraverso questa Associazione, hanno fatto del bene per Borgo San Lorenzo, per intero, senza riserve, senza ambiguità. Ecco: avere il nome del Parco del paese che si chiama “della Misericordia” ritengo sia un atto per preservare e difendere, con questo nome, la memoria di tanti concittadini che si sono adoperati per la gente del paese. Con tutti i suoi meriti l’ex Presidente Pertini non ha mai avuto alcun ruolo diretto per Borgo San Lorenzo.
E invece quanto hanno fatto direttamente per Borgo San Lorenzo (non posso nominarli tutti e mi scuso per chi non cito ma l’elenco sarebbe lunghissimo) ì vari Giuseppe Alpìgini, Bastiano Scappini, Andrea Mercatali, Vittoria Banchi, Adalena Berretti, Gilberto Landi, Tommaso Gramigni, Giuseppe Poggiali, Emma Maggi, Marcello Vallini, Luciano Berretti, Renato Lavacchini, Francesco Cantini, Piera Carducci, Giulio Paoli, Milena Poli, Emilio Capecchi, Marcello Barluzzi, Lionello Paladini, Luigi Tagliaferri, fino a ricordare il Dott. Guglielmo Sanguinetti che proprio dalla Misericordia di Borgo San Lorenzo partì, subito dopo la guerra, per accompagnare Padre Pio nell’avventura straordinaria della Casa Sollievo della Sofferenza.

Ecco la memoria che vorrei preservare, e che vedrei conservata ed esaltata attraverso il mantenimento del nome “PARCO della MISERICORDIA”; che poi è quella dei volontari che attraverso questa Associazione hanno fatto e continuano a fare il bene del paese, con servizi umili e generosi, spendendo tempo e denaro proprio, dedicando tutti loro stessi agli altri. Una società che non ha memoria è una Società che non ha futuro: salviamo anche questa, caro Sindaco, dì memoria. Ne vale certamente la pena.

Senza rancore, ma con tutta la forza possibile delle parole e delle idee
Il Provveditore della Misericordia di Borgo San Lorenzo
Umberto Banchi

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12 Commenti

  1. Caro Umberto, condivido in pieno la tua lettera, senza niente togliere alla figura di Sandro Pertini. Aggiungo una denominazione non citata nel tuo intervento.
    Nel 1880 fra polemiche ed altro fu deliberato di togliere via di Malacoda con Via Mazzini ( altra figura risorgimentale che non ho niente da eccepire).
    Ebbene sono passati quasi 150 anni e con sette/otto generazioni di borghigiani alle spalle è sempre rimasta Malacoda, E così sarà il Parco della Misericordia
    Tante cordialità, Aldo Giovannini

  2. Caro Umberto,
    quando chiedi, tra i vari punti della Tua lettera “perché Pertini e non Moro, Saragat, Spadolini, Anselmi o La Pira” dovresti tener presente almeno un paio di dettagli.
    Il primo, che a Moro e a La Pira ci sono già strade intitolate. Via Moro è alla ex prefettura, la strada che porta a Villa Pecori, via La Pira, in centro, alle ex poste, da piazzale Curtatone e Montanara a via del Pozzino. Quindi, intitolare qualcos’altro a loro si genera un doppione…
    Secondo: la “statura” del personaggio. Pertini, oltre ad essere stato il presidente della Repubbloca più amato dagli italiani, e non solo per la finale dei mondiali, è stato uno degli antifascisti più attivi. Fu esiliato, incarcerato, condannato a morte e perseguitato dal regime fascista (a tal proposito, chi oggi inneggia a questa nuova forma di fascismo, consiglio di rileggersi un po’ della storia per capire che no, non è vero che con Mussolini in Italia stavano bene). Ci si dimentica che il via allo sciopero che dette, di fatto, il via alla liberazione fu proclamato dalla sua voce. Pertini fu anche nella commissione costituente, tra i Padri di quella costituzione che alcuni avrebbero voluto cambiare, stravolgere, modificare, ma che rimane inattaccabile perché nata sullo spirito di libertà dopo un ventennio di crimini. Mi si dirà che anche Saragat e la Anselmi (il primo fu incarcerato addirittura insieme a Pertini ed evasero insieme, in quanto nemico del regime, e ha avuto molto in comune con Pertini, presidenza della Repubblica compresa e la saconda sicuramente una delle poche figure femminili della politica italiana che, oltre alla Resistenza è stata partecipe di migliaia di lotte per il popolo). E Spadolini sicuramente è un pezzo da 90, non solo per la politica ma per la storia di Firenze Ma, dovendo scegliere, ritorno all’inizio del punto.
    Pertini è stato il presidente della Repubblica più amato dagli italiani.
    Secondo me è una vergogna che ancora a Borgo non ci sia una strada o qualsiasi altra “cosa” intestata a Pertini.
    Come dice il buon Aldo, dare un nome, dedicare un parco ad una figura politica o chicchessia non stravolge la storia. Via Mazzini è ancora via Malacoda (io preferisco malacoVa…) Corso Matteotti rimane solo “i’corso”, piazza Vittorio Veneto piazza Delle site o piazza Ammannati e via dicendo.
    Rimarrà il Parco della Misericordia intitolato a Pertini.

    • Mi viene da ridere.
      Durante la scrittura ho confuso Agostini con Ammannati (non c’entra nulla, è il cognome di un amico col quale ero al telefono prima di scrivere, e si vede che son rimasto condizionato…)
      È piazza Agostini, non Ammannati.

  3. caro leonardo,…e se ti dicessi che in tutto questa bella collezione di ricordi non c’è alcun riferimento al mugello e men che meno a borgo san lorenzo?

    • È verissimo.
      La mia è una constatazione sui nomi proposti.
      D’altronde le vie e le piazze principali del paese sono intitolare a gente che col Mugello ha ben poco a fare.
      Corso Matteotti, piazza Cavour, piazza Dante, via Mazzini, via Allende, che Guevara eccetera.
      Anche molte delle vie intitolare a chi ha a che fare col Mugello hanno nomi che si perdono nel tempo. Via Gualtierotti Morelli, ad esempio.
      Alzi la mano chi sa chi era SENZA CERCARE SU GOOGLE.
      Anche io sarei per commemorare persone del luogo.
      Però, francamente, mi vengono in mente pochi nomi.
      Se ne ha lei, li proponga.
      Cordiali saluti.

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