Pubblicità

Alle volte piccoli gesti carichi di significato si nascondono nelle pieghe di un avvenimento più grande, e si possono cogliere (la maggior parte delle volte) solo per caso.

Mi è accaduto assistendo all’esibizione dei ragazzi della scuola media che intonavano alcuni canti (qui l’articolo di Aldo Giovannini) in occasione dell’inaugurazione della mostra “La Grande Guerra, Fede e Valore”, allestita nel palazzo comunale di Borgo San Lorenzo.

Per una volta non mi trovavo lì in veste di giornalista, ma di semplice spettatore. E forse proprio per questo, libero dal compito di ‘raccontare l’evento’ ho potuto cogliere un dettaglio di grande significato.

Quando i ragazzi hanno intonato l’Inno d’Italia alcuni dipendenti comunali sono usciti dai loro uffici per unirsi alla platea. Tra questi una in particolare, dal suo posto nelle ultime file e accalcata tra i genitori, ha seguito tutto l’inno con la mano sul cuore e la fierezza sul volto. Cantandolo insieme ai ragazzi, quasi come si farebbe ad un concerto.

Eccolo. E’ questo un piccolo gesto ma dal grande significato. Credo che nella sua semplicità sia stato un’alta e sincera espressione del senso di essere italiani. Una cosa che ormai temevamo di avere perso.

E’ invece grazie a gesti come questo che possiamo dire che non tutto è perduto. Che l’Italia è ancora un grande paese e che gli italiani sono un grande popolo. I nostri nonni hanno dato il sangue e la vita per noi e per la nostra bandiera.

Lo hanno fatto nelle maledette trincee di una guerra senza senso. Ma lo hanno fatto, comunque, nel nome della nostra Italia. Quel nome, oggi, portiamolo con orgoglio. Sempre, anche in Mugello e a Borgo San Lorenzo.

 

 

Pubblicità
Condividi
Direttore responsabile della testata giornalistica OK!Mugello.

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.