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Disposte dunque in tal maniera le Sante Reliquie, fu serrata la cassa con due chiavi differenti e coperta tutta con bella coltre… in questo mentre comincio’ a concorrere la gente in buon numero da ogni parte, onde il R.do Padre (…) insieme con tutti i monaci i quali a tal fine eran venuti, andatosene prima in sacrestia e parato col piviale gli altri con cotte, con turibolo e lumi in quantità, se n’andò all’altar maggiore e fatta scoprire la cassa, mentre con allegra melodia suonava l’organo per risvegliare spiriti di giubilo nei circostanti e le campane con ben concertata armonia invitavano gli assenti, …egli con devota gravità incensò la santa Reliquia e cantò l’inno “Jesu Corona Virginum” dop’essere stato seguito dolcemente dal coro…

(Traslazione del Corpo di Santa Clarice Vergine e Martire, descritta da Padre Giacinto Salvini fiorentino, Confessore delle Monache di Luco, in data 15 novembre 1661)

Ecco la cronaca della traslazione del Corpo di Santa Clarice, Vergine e Martire, scritta quattrocentoventi anni fa da Padre Giacinto Salvini, poteva essere scritta domenica 21 ottobre 2018, a Luco di Mugello, allorché il Priore Don Cristian Domenico Comini, ha voluto riprendere a cinquant’anni dalla scomparsa del “vecchio” Pievano, il compianto e amato don Dino Margheri, che conservò sempre una grande venerazione per Santa Clarice, la “tradizionale” festa di Santa Clarice che si teneva ogni anno e la processione che si teneva ogni tre anni: così seguendo la Tradizione, “vita e giovinezza della Chiesa”, come la chiamava San Giovanni XXIII, il mattino di domenica dopo un Solenne S.Pontificale, accompagnato dalla corale, con all’organo il maestro Tommaso Pini, celebrato da S.E. Rev.ma Mons. Luciano Giovannetti, Vescovo emerito di Fiesole, si è snodata per le vie di Luco una processione con l’Urna della Santa, con grandissima partecipazione di popolo (la chiesa era colma di fedeli).

Dopo lo stendardo della parrocchia è sfilato il clero, con i ministranti, il priore don Cristian Comini, il Diacono Giuliano, altri due diaconi, il cerimoniere N.H. Simone Buonaccorsi, i trenta confratelli della compagnia che portavano a spalla l’urna, i cinquanta bambini del catechismo con ciascuno in mano una croce e la scritta “Io sono di Gesù” – il Vescovo ha voluto salutare questi bambini, composti, educati, che hanno assistito con raccoglimento al Sacro Rito e alla processione, ad uno ad uno, benedicendoli – quindi la banda di Galliano che ha intonato le più belle laudi del repertorio sacro mariano e il popolo, uomini e donne, di tutta le età… molti i giovani e giovanissimi.

La processione lunghissima ha sfilato dalla chiesa parrocchiale di San Pietro percorrendo, poi, via Traversi, via Farnocchia, Via Montello, Via Piave (qui al Tabernacolo della Santa è stata impartita la benedizione al Paese), quindi via Trentanove, via Traversi e il ritorno in chiesa tra un gioioso doppio delle campane.
Al ritorno (ed erano già le 13) S.E. Mons. Giovannetti, festeggiato dalla popolazione, ha benedetto i crocifissi dei bambini, quindi ha impartito l’apostolica benedizione a tutti i presenti.

ANDREA GIANNONI

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