Una immagine negli anni ’30 del ’900, della sede della Cooperativa San Lorenzo nell’allora Piazza Adua ( attuale piazza Gramsci).
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Intervista esclusiva – Si è svolta in questi ultimi giorni l’assemblea generale dei soci della Cooperativa San Lorenzo – Pam: il vecchio e glorioso spaccio alimentare di Borgo San Lorenzo che proprio l’anno prossimo taglierà il traguardo del secolo, essendo stato fondato nel 1919 da un gruppo di borghigiani facenti parte all’epoca del Partito Popolare. I quali, al termine della Grande Guerra (1918), viste le condizioni di miseria, accentuate (i mali, dice un vecchio andante, non vengono mai soli) dal disastroso terremoto del 1919, decisero di aprire uno spaccio alimentare a Borgo San Lorenzo (prima sede in via del Pozzino nel palazzetto Comucci) e successivamente a Panicaglia per andare incontro a tante miserevoli condizioni di molte famiglie.

Visto e considerato che la gloriosa Cooperativa San Lorenzo (venne denominata “La Popolare” ma il fascismo, nel 1928 impose che venisse cambiata denominazione per motivi politici), come abbiamo scritto sopra, festeggerà i 100 anni di attività, quindi una delle aziende storiche della cittadina mugellana, abbiamo voluto scambiare due parole con il rag. Valentino Tatangelo, vice presidente del Consiglio d’Amministrazione.

Negli ultimi tempi la Cooperativa ha avuto delle difficoltà, come del resto anche la stampa sottolineò dopo alcuni problemi di personale in esubero, e portatori anche delle istanze dei tanti fedeli soci della Cooperativa, le chiediamo come si è chiuso il bilancio consuntivo 2017?
Finalmente la Cooperativa da due anni riesce a chiudere il bilancio in attivo, nonostante una crisi profonda che in questi anni ha colpito tutta la grande distribuzione. Le fonti di categoria registrano un calo dell’11%: anche il nostro piccolo negozio ovviamente ne ha risentito. In considerazione di quanto sopra si è reso necessario diminuire i costi di gestione: iniziando con tutti i servizi fino ad arrivare, con sommo dispiacere, ad apportare tagli al personale, riportando il costo dello stesso a quelli che sono i parametri nazionali.

Molti soci e clienti che giornalmente usufruiscono dello spaccio borghigiano, hanno avuto la soddisfazione (e lo scrivemmo in un precedente articolo), che il negozio nonostante tutto, si stava riammodernando nelle parti strutturali con impianti, mobilio, illuminazione, frigoriferi ed altro. Anche questo è un segno di vitalità?
Infatti abbiamo effettuato nuovi investimenti, in economia, dando la priorità agli impianti di aria condizionata e di riscaldamento, inoltre sono stati acquistati nuovi banchi ad alta tecnologia per i tanti e variegati settori alimentari (carni, formaggi, salumi, pasta fresca, verdure, ortaggi, frutta, pesce, etc, etc), poiché gli impianti presenti erano ormai obsoleti, rispondendo quindi alle nuove norme comunitarie, ed ottenendo anche un risparmio energetico considerevole.

Ultimamente ci sono state novità nel settore alimentare. Molti clienti ne sono rimasti soddisfatti. Di cosa si tratta?
E’ stato predisposto e deciso di valorizzare i prodotti locali, quelli che oggi si chiamano “filiera corta” o “ km zero”, cioè prodotti di aziende locali, del territorio, conosciute ed apprezzate, affinché il cliente possa trovare, oltre a prodotti nazionali, anche specialità locali. Tutto ciò apprezzato dalla nostra clientela.

E’ vero che la Cooperativa è corteggiata da altri gruppi di acquisto di ordine nazionale ed anche europeo che vorrebbero subentrare per marcare la loro presenza sul territorio?
E’ vero e lo possiamo dimostrare. Il nostro piccolo supermercato radicato sul territorio da quasi cento anni, ripeto cento anni, è pur sempre una piccola azienda che ha sempre cercato di soddisfare le esigenze della propria clientela. La “San Lorenzo” nonostante un’agguerrita concorrenza con cui non potrà mai competere, è pur sempre la “San Lorenzo” con radici profonde, un buon numero di soci, una denominazione secolare.

A proposito di soci, ci saranno iniziative per questa fascia di clientela che è sempre rimasta, nonostante tutto, attaccata alla Cooperativa?
Abbiamo allo studio alcune proposte che potranno agevolare i soci in modo determinante, per dare un segnale anche di solidarietà verso una vasta fascia di persone, che, come sopra scritto, erano, sono e saranno fedeli ad una Azienda che tanto ha dato alla comunità borghigiana, e tu caro Aldo lo sai benissimo in tanti anni come la Cooperativa si è spesa verso la popolazione in tante drammatiche circostanze.
Ci tengo a precisare che proprio in questa fase di discussione con i vari partner commerciali la Cooperativa ha posto come priorità la base sociale, da consolidare ed aumentare attraverso politiche di marketing mirate, in modo da conseguire l’oggetto sociale che recita quanto segue:
“La cooperativa, retta e disciplinata dai principi della mutualità senza fini di speculazione privata (ex art. 45 Cost.), si propone di favorire gli interessi economici, sociali e culturali dei soci e dei consumatori in genere:
a. fornendo loro beni e servizi alle migliori condizioni possibili;
b. assumendo iniziative idonee a salvaguardare i consumatori ed a migliorarne la qualità della vita;
c. contribuendo alla promozione ed allo sviluppo della cooperazione.”
Comunque guardiamo con speranza al futuro, sempre con maggior impegno, significando che questa amministrazione ha stilato già un bilancio di previsione per i prossimi cinque anni in modo da poter seguire in maniera minuziosa l’andamento economico della Cooperativa San Lorenzo.

In questi ultimi 10/20 anni del Terzo Millennio alcune storiche aziende artigianali e commerciali di Borgo San Lorenzo (e anche sportive come il C.C.Appenninico 1907 e la Fortis Juventus 1909), hanno tagliato il traguardo di cento anni ed oltre di ininterrotta attività; vedi fra le altre l’antica Tipografia Mazzocchi (1883), l’Azienda Olearia Landini, l’altra Tipografia Toccafondi, la chincaglieria Scappini, la Trattoria degli Artisti (addirittura 150 anni!), il Caffè Valecchi in Malacoda, l’Edicola Mattioli, la Tabaccheria Nencetti, l’Oreficeria Pini ed altre, quindi anche la Cooperativa San Lorenzo, già “popolare” rientra a pieno diritto di queste storiche “eccellenze” paesane quasi tutte ancora in essere. Erano una diecina i “popolari” (Antonio Comucci, Antonio Pini “bonchi”, Antonio Pini “bandiera”, Ismaello Ismaelli, Abisai Cipriani, Agostino Rossi, Emilio Maestrini, Alfonso Nencetti, Domenico Rinadelli, Paolino Santoni), che vollero la cooperativa per andare incontro alla popolazione, alla fame e alla miseria dell’epoca.

La San Lorenzo dovette subire anche le violenze del fascismo (gli imposero di cambiare denominazione, da Popolare a San Lorenzo), ed altre violenze politiche del dopoguerra, organizzando nonostante tutto le famose colonie alla Brocchi per tantissimi bambini poveri di Borgo senza contare le molte elargizioni in soldi e in viveri alle famiglie bisognose e l’ancora ricordata mensa dei poveri la domenica mattina in una stanza della Pieve. Questa in ultima strettissima sintesi la storia della San Lorenzo (ci sarebbe da scrivere un libro), che l’anno prossimo compie cento anni. Sono queste le aziende da conservare ed aiutare; sono le radici paesane.

Dopo la stesura nel 1919 della parte giuridica, il Messaggero del Mugello riporta la notizia che sabato 13 marzo 1920 è stata aperta la Cooperativa “La Popolare” nel palazzetto Comucci nel Corso Vittorio Emanuele (attuale Corso Matteotti, via del Pozzino).
Anche il Corriere Mugellano riporta la notizia che sabato 13 marzo 1920 è stata aperta la Cooperativa “La Popolare” nel palazzetto Comucci nel Corso Vittorio Emanuele (attuale Corso Matteotti, via del Pozzino).
Il palazzetto Comucci nel Corso Matteotti angolo con Via del Pozzino di cui il proprietario Antonio, artigiano fabbro ferraio, fu uno dei dieci fondatori della Cooperativa. Lo spaccio era a destra dell’edificio, ora murata.
La rarissima immagine dello spaccio della cooperativa con la scritta “La Popolare”. Dopo qualche anno la Cooperativa, che cambiò denominazione in “San Lorenzo”, si insediò in un fondo nell’attuale piazza Gramsci dove opera tutt’oggi.
Una immagine della Cooperativa negli anni ’40 del ‘900 con i quattro dipendenti; da sinistra in alto Salvatore Santoni, Angiolino Pini e Nella Viliani; accosciato un giovane Gino della Valle.
Anno 2015. Un salto di 70 anni con una immagine dell’interno della moderna “Cooperativa San Lorenzo”
Anno 2018 – Il Palazzetto in piazza Gramsci dove ha sede fin dal 1932 la Cooperativa San Lorenzo di Borgo San Lorenzo.
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Redattore . Nato a Borgo San Lorenzo nel 1940; giornalista fin dal 1954; autore di circa diecimila articoli di arte, storia, cultura, folclore, costume, sport, vita sociale, civile, religiosa, politica. Appassionato di storia del Mugello, ha dato alle stampe dodici volumi su Borgo San Lorenzo in particolare e sul Mugello in generale. Detiene in archivio 90 mila immagini, dal 1860, di tutto il territorio.

9 Commenti

  1. GRANDE LA COOPERATIVA SAN LORENZO QUANDO ANCORA LA MIA FAMIGLIA ABITAVA A BORGO DAI MIEI NONNI CHE ERANO PROMOTORII DELLA COOPERATIVA.AUGURI TANTISSIMI ALLA COOPERATIVA SAN LORENZO

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