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Ciao Paola. Insieme abbiamo fatto interviste, abbiamo ascoltato concerti, siamo andati a vernissage e insieme purtroppo abbiamo confezionato “Perché si dimentichi di me” il libro che raccontava la storia della prima parte della sua malattia.

Quel titolo nacque da una frase di Paola che, subito dopo avermi dato la notizia della malattia aggiunse che a volte si dimenticava di averla, io risposi che sarebbe stato meglio se fosse stata la malattia a dimenticarsi di lei, ed insieme creammo il titolo.

Paola era una persona speciale, instancabile, combattiva e, prese quella scadenza a “neppure un mese di vita” quando le diagnosticarono il male, scatenando dentro di sè una forza incredibile, quasi un miracolo, tanto da permetterle di essere operata e vivere ancora per anni.

Scherzava Paola sulla sua condizione, sulle modifiche estetiche alle quali era andata incontro, sugli impegni di lavoro che continuava a portare avanti nonostante tutto.
Paola era professionale in ogni situazione, che parlasse con un politico o che fosse ad una sagra di paese, era sempre simpatica con tutti, gentile, elegantissima in ogni occasione.

Ci ha lasciati, purtroppo il male non si è dimenticato di lei, le ha dato, se mi passate il termine, semplicemente una proroga, le ha concesso un po’ più di tempo per continuare a ripetere “io non tiro avanti…io vivo” e soprattutto ha permesso a noi di averla vicino e di poter fare tesoro dell’amicizia di una donna eccezionale che mancherà a tutti.

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Attore e scrittore. Cura la rubrica di cultura e spettacoli per il settimanale Il Galletto.

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