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Scrive Luca Margheri (della lista civica Cambiamo insieme): Nella prossima primavera ci saranno le elezioni per il sindaco e il consiglio comunale, e da tempo mi sto interrogando sul da farsi, esaminando cinque anni di amministrazione, quello che è cambiato, gli atteggiamenti della maggioranza, il ruolo dell’opposizione.
Per quanto mi riguarda mi ricordo di quando per la prima volta mi sono seduto in Consiglio Comunale, un po’ spaesato senz’altro inesperto ma allo stesso tempo consapevole del lavoro che dovevo fare, ben determinato e mai timoroso sapendo che mille cuori mi avevano spinto fino là’ e che da allora in avanti si aspettavano che io li rappresentassi e che facessi mie tutte le loro aspettative. Molte lune da allora sono passate ed io ho cercato sempre di fare del mio meglio, cercando di essere attivo, di avanzare proposte, di dire la mia, di promuovere iniziative.

Rispetto a cinque anni fa, anche in politica, è davvero cambiato il mondo, e forti cambiamenti si prospettano ora anche in chiave locale.
Da un lato ci si scopre improvvisamente pronti alle guerre sante seguendo il mal di pancia del momento e dall’altro altrettanto improvvisamente ci scopriamo tutti più umanitari e buoni. Si protesta, spesso giustamente, per tante cose che non vanno. Ma spesso non lo si fa con l’ottica giusta, con un occhio al bene comune, alla comunità nella quale viviamo, ma in modo egoistico, guardando il nostro interesse particolare. Ma non credo si possa far politica sventolando bandiere di odio e di risentimento.

Volge al termine un periodo ultradecennale che ha visto l’egemonia nelle nostre zone di un solo partito. Questa egemonia ormai appartiene al passato, anche se gli eredi dell’ex- partitone cercano il mantenimento del loro potere. Ma la disgregazione è in atto, ed è sotto gli occhi di tutti, sia nei rapporti interni che nei legami con la società civile, l’associazionismo, le categorie, e mai come oggi acquistano un senso iniziative civiche in grado di farsi carico dei problemi dei cittadini qualunque essi siano e capaci di rivendicare quel che si deve di fronte agli organi superiori -governo o regione- a prescindere da colori e appartenenze politiche, senza sottostare a diktat di chi ci sta sopra, e tacere e piegare la testa perché dello stesso partito.

Il momento particolare, d’altra parte, ed il fatto che la politica ed in particolare i partiti non siano più fra la gente e dentro i problemi della gente fa sì che emergano talvolta personaggi improvvisati, inesperti, di bassa qualità politica -amministrativa, che avanzano risoluzioni di problemi complessi a colpi di slogan e con molta faciloneria. Tutto ciò lo vediamo a tutti i livelli, dal nazionale al locale. Amministrare e far politica non si improvvisa. Certo, poi si impara con l’esperienza ma indubbiamente esiste un problema grave di formazione e di preparazione per chi oggi vuol far politica.

Detto questo, io credo che sia l’ora, per Borgo San Lorenzo, di fare qualcosa di nuovo e di migliore: chiamare a raccolta e riunire le migliori energie e capacità, senza più steccati e bandierine di appartenenza, ma accomunati da un disegno condiviso, di progettualità, di competenza e di responsabilità.

La mia proposta è di partire dunque non dai vecchi schieramenti, da partiti che oggi non rappresentano che se stessi, ma dalle persone che vogliono bene al nostro paese e che sono in grado di dare impulso alla crescita, che hanno capacità di affrontare i problemi in modo serio e realistico, che hanno competenze e qualità per fare bene. La proposta è di mettersi fin dai primi di ottobre intorno a un tavolo, ragionare dei problemi del paese, delle sue prospettive, delle proposte per risolvere le difficoltà e fare passi avanti, dei mezzi per realizzare le proposte. E subito dopo, con chi condivide linea e programma, trovare insieme i modi per scegliere i candidati. Senza preclusioni.

Io preclusioni non ne ho, per nessuno, ma nell’ambito di un generale e salutare rimescolamento, di un superamento dei vecchi schieramenti, che oggi hanno ben poco senso. Se c’è il coraggio di venire tutti in campo aperto, possiamo fare qualcosa di buono e di veramente innovativo e incisivo, e io ci sono e sono pronto ad appoggiare qualsiasi persona che condivida e faccia sue queste idee e sia disposto a portarle fino in fondo con coraggio e determinazione. Se invece dobbiamo discutere ognuno nella propria casella, e vestiti con la propria casacca, peraltro con marchi di fabbrica che oggi il mercato tende a rifiutare istintivamente, allora la cosa non mi interessa.

Intendiamoci, nessun desiderio di ammucchiata. Primo perché sicuramente non tutti aderiranno. Ci saranno sicuramente i nostalgici delle vecchie bandiere di partito, o quelli che vogliono sfruttare il vento nuovo per ottenere il miglior risultato. Ma io penso a quelle persone che non hanno più al primo posto l’appartenenza politica, e che soprattutto vogliono bene al loro paese e lo vogliono migliore. A chi ha esperienze nell’associazionismo e nel volontariato, a chi è parte attiva nell’economia locale, ai giovani che hanno nel cuore passione e voglia di cambiamento costruttivo ai meno giovani che hanno tanto da insegnare alle nuove generazioni , a chi ha fatto e sta facendo l’amministratore cercando di esprimere una buona politica.

Io questa proposta la offro alla riflessione di tutti. Credo che vada nell’interesse di chi ancora avverte un senso di responsabilità forte, ed è disponibile a un impegno “per”, non “contro”. Attendo risposte. Risposte schiette, senza giochi e furberie. Come schietta e diretta è la mia proposta. Il mio slogan è stato: ”In politica non per mestiere” è chiaro che non intendo forzare nessuno o mettermi a fare il capopopolo, se non ci saranno sviluppi, tornerò a fare a tempo pieno, altrettanto appassionatamente, quello che adesso condivido con il mio ruolo istituzionale.

Luca Margheri

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9 Commenti

  1. Caro Luca, ti auguro buon lavoro, anche se penso che tanti buoni propositi saranno infranti dalle vecchie ideologie che durano fatica a scrollarsi di dosso “baffone”, “che guevara”, la “provvidenza”, la “buon’anima” e via discorrendo. Sono finiti quei tempi, è vero, ma ancora ci vorranno due generazioni. Auguri

  2. Ma esisteva un opposizione a borgo??? Non avete certo dato quest apparenza…anzi…. quindi NO GRAZIE
    I cittadini si ricorderanno di punire questi 5anni di “banderuole” e di falsa opposizione

  3. Io credo che siano tante belle parole, ma prive di sostanza. Questa amministrazione e l’opposizione hanno già fatto anche troppi danni. È tempo di cambiare e la politica ha bisogno di volti nuovi. Per dirla come in un film, siete stati pesati, misurati e trovati mancanti

  4. “Non è mai troppo tardi!” apprendo ora dal Consigliere Luca Margheri che a Borgo San Lorenzo in questi ultimi cinque anni c’è stata un’opposizione…il che è bello e “istruttivo” specie per uno come me che, davvero, non se n’era accorto!
    E ora Margheri (o chi per lui) suona la diana per “l’ultimo assalto” …peccato però anche lui sia un Generale senza esercito.

  5. La prendiamo larga.
    Le elezioni amministrative saranno a primavera (aprile-maggio) e già inizia la campagna elettorale…
    Visto che a livello nazionale viviamo ormai da oltre un anno in campagna elettorale (per le elezioni di marzo iniziarono a settembre, l’anno scorso, poi ci sono state le amministrative sparpagliate tra aprile e maggio, a breve ci sono le europee e la strana alleanza gialloverde non arriverà a fine anno quindi si ripartirà per le elezioni…), allora per non farsi mancare nulla iniziamo con otto/nove mesi di anticipo anche le amministrative.
    In attesa di sapere chi saranno i “rivali” di Margheri.
    Voci di piazza ventilano che l’attuale sindaco non si ricandiderá, quindi aspettiamo per vedere chi sarà in gara per quello che rimane del PD (anche se, ricordo, Omoboni non era del PD, vi ha aderito dopo un paio di anni dalle elezioni sebbene avesse vinto le primarie), chi sarà il candidato del M5S (chissà che metodo verrà scelto per indicare il candidato, se verrà scelto con la famigerata piattaforma Rousseau o, come ha detto una volta Grillo, verrà estratto a sorteggio…) e chi rappresenterà la Lega (a livello locale faranno l’accozzaglia coi grillini o resteranno coi berlusconiani? Staremo a vedere…). E poi chi rappresenterà rifondazione/potere al popolo/LEU e tutte le liste civiche. Avanti, c’è posto. Quasi quasi mi candido anche io. Tanto visto chi c’era 4 anni fa, la mia porca figura son convinto che la faccio…
    Quattro anni fa. Alle ultime amministrative, ho partecipato come spettatore a tutti i dibattiti pubblici (a livello locale, a differenza del nazionale, c’erano ancora i dibattiti pubblici, e spero che continueranno ad esserci, perché è stata una vergogna il rifiuto di accettare il dibattito in TV, durante l’ultima campagna elettorale da parte soprattutto di Dimaio & co.) ed ho già avuto modo di dire che, tra i vari candidati, il più accettabile era Omoboni.
    Tra una valanga di slogan (il candidato M5S era presente solo per cercare l’applauso della sua claque e attaccare Omoboni, non fece una proposta che fosse una ma solo slogan e battutine), candidati “raccattati” (chi ricorda chi era il candidato del centrodestra?), “nostalgici-anti PD a prescindere” e programmi raffazzonati, l’unico che sembrò un po’ serio fu Omoboni.
    Ma i tempi cambiano in fretta.
    Negli ultimi mesi, in Italia, la politica si è ridotta a messaggi su Twitter/Facebook/social e slogan “a favore di telecamera”.
    Basta guardare Il “governo del cambiamento”. In tre mesi non ha divulgato una legge. Le camere sono inoccupate per mancanza di “materiale” da discutere. Ma ogni giorno siamo bombardati da dichiarazioni rilasciate solo per i microfoni.
    Ad esempio: da ieri (è ancora in corso) c’è la riunione fiume per il destino dell’ILVA di Taranto. Dopo tre mesi passati a fare slogan su “delitti perfetti” e altre boiate, il ministro del lavoro, si è messo al tavolo solo perché minacciato da uno sciopero e perché tra una settimana non ci saranno più i soldi per gli stipendi. E tutto finirà come già concordato da Calenda a inizio anno, prima delle elezioni. Intanto, son stati persi tre mesi a slogan. E da stasera ci sarà un’altra valanga di slogan per intestarsi il merito di aver risolto una vertenza che era già risolta 9 mesi fa.
    Tre mesi di slogan. Slogan su l’ILVA, slogan su i ROM e gli immigrati. Slogan contro l’euro e l’Europa. Slogan contro i vaccini (è di oggi anche il “fermi tutti non se ne fa nulla” sul decreto per i vaccini obbligatori, perché al governo ci sono voluti tre mesi per scoprire che un decreto non cancella una legge, ma, come già detto, in tre mesi non hanno cambiato, scritto, pensato una legge che sia una, figurarsi se modificavano quella sui vaccini). Solo slogan, ma evidentemente agli italiani basta.
    Auspico che a Borgo non si segua questo metodo e che vengano fatti pochi slogan e tanti dibattitii pubblici con TUTTI i candidati. E spero che la popolazione partecipi, senza pregiudizi ascolti tutti e alla fine voti non “per partito preso” ma con la consapevolezza di aver scelto la persona più seria, il programma più realizzabile e non gli slogan o le favole.

  6. …..penso sia meglio sembrare altezzosi che essere analfabeti…..credo che Borgo abbia bisogno di persone che sappiano perlomeno scrivere….poveri noi….

  7. Signor borghigiano se è convinto si candidi per il bene del suo paese.
    E visto che dovrà rimediare alle “porcate lasciate” dagli altri quanto tempo dovranno aspettare i cittadini di borgo affinché vi possano vedere lavorare dopo aver vinto le elezioni?
    Cordiali saluti

    • Io devo pensare per me?. Lei, invece, per chi la pensa?
      Dunque sentiamo cosa dovrebbe fare il governo gialloverde appena messosi seduto in poltrona per i cittadini del suo paese.
      Almeno una cosa la dica, la prima che le viene in mente. Ci sarà una cosa che le viene in mente.
      Un sogno nel cassetto ci sarà.
      ps li a borgo ma chi sta facendo opposizione adesso? e non confonda “opposizione” con “propaganda” però.

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