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villa-quiete-san-cresciUna raccolta di fondi servirà a finanziare il progetto. Una “spudorata ingenuità che diventa protagonista”. Così ha voluto aprire la conferenza stampa di presentazione del progetto San Cresci della Fondazione Europea Cammino Futuro, che si è svolta ieri (Lunedì 11 Novembre) a Firenze presso il Palazzo dei Congressi.

La piccola e, forse, anche dimenticata località nelle campagne di Borgo San Lorenzo, con alle spalle una storia millenaria, dove si trova la casa natale della Famiglia dei Gondi, cavalieri sotto Carlo Magno, che Dante citò tra le più antiche famiglie di Firenze nel colloquio con Cacciaguida in Paradiso, che tanto lustro e prestigio hanno donato alla città di Firenze, ritroverà un suo ruolo a livello internazionale grazie all’ambizioso progetto della Fondazione

Fabio Salviato, presidente della Fondazione Europea Cammino Futuro già fondatore di Banca Etica, Bruno Dei e Roberta Zivolo ideatori del progetto, hanno illustrato le tappe che hanno portato alla costituzione della Fondazione e alla necessita di creare un luogo di ricerca e formazione alle buone pratiche e bel buon vivere. Cercando di strutturare un nuovo pensiero economico e culturale che si sganci dalla massimizzazione del profitto e dell’attuale modello economico che ci ha condotto alle attuali situazioni di criticità.

Il luogo prescelto è Villa La Quiete, un complesso architettonico e di grande valore artistico culturale, che sarà ristrutturato con le moderne tecniche sostenibili della bioedilizia. Un luogo fisico dove fare ricerca e formazione, incontrarsi per scambiare conoscenze e informazioni, raccogliere le esperienze già sviluppate e rilanciarle con maggiore vigore. Un lavoro di rete ed in rete per promuovere buone pratiche nei settori dell’agricoltura biologica e biodinamica, energie rinnovabili, l’abitare ecologico, turismo responsabile, medicina naturale il tutto all’insegna di una economia socialmente responsabile.

Per finanziare la ristrutturazione di Villa La Quiete, che ospiterà il Centro San Cresci, è’ stata lanciata la raccolta fondi COSTRUIAMO IL CENTRO SAN CRESCI.

Un’utopia? Forse. Un sogno? Sicuramente. Ma tutto questo non è solo un progetto etereo ventilato da nipoti dei figli dei fiori, bensì da economisti, professionisti ed imprenditori con relazioni ed esperienze a livello internazionale.

La Fondazione Europea Cammino Futuro vede tra i suoi fondatori, oltre ai sopracitati, anche Maurizio Pallante Fondatore Movimento Decrescita Felice, Giannozzo Pucci Direttore Lef, Carlo Triarico Presidente Associazione Biodinamica Italiana, Stefano Riva Direttore Weleda Italia e molti altri consultabili qui.

Sicuramente un’importante opportunità di rilancio e recupero di una delle tante zone del nostro meraviglioso Mugello, che non prevedono uno sfruttamento solo economico ma con un occhio attento al passato per costruire il nostro futuro.

Riceviamo e pubblichiamo dalla Fondazione Europea Cammino Futuro il seguente comunicato:

Costruiamo San Cresci:  LA “SPUDORATA INGENUITA’ DIVENTA PROTAGONISTA”

Villa la Quiete a San Cresci di Borgo San Lorenzo, un prestigioso complesso storico-architettonico immerso nella natura incontaminata del Mugello, necessita di un urgente e   costoso recupero. Il progetto della Fondazione Cammino Futuro è creare il  Centro San Cresci, un luogo dove strutturare e diffondere un nuovo pensiero economico rivolto a stili di vita sostenibili, dove fare ricerca, formazione, elaborazione e diffusione di teorie e buone pratiche legate al ben-vivere. Per finanziare l’importante ed ambizioso progetto Costruiamo San Cresci è stata lanciata una campagna di raccolta fondi.

FIRENZE – Lunedì 11 novembre si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto A San Cresci la spudorata ingenuità diventa protagonista, organizzata dalla Fondazione Europea Cammino Futuro.

Erano presenti Fabio Salviato, presidente della Fondazione, Bruno Dei e Roberta Zivolo, ideatori del progetto, numerosi fondatori e la stampa locale. “Un’iniziativa ambiziosa, importante e aperta – ha esordito Salviato – che riguarda il recupero e la ristrutturazione di un luogo ma anche il ritorno al rapporto relazionale, ‘spudoratamente ingenui’ dunque nel significato di uomini liberi. Alla platea è stato poi proiettato un video dall’alto contenuto emozionale che attraverso gli occhi dei bambini “i veri professionisti dell’immaginazione”, fa sognare un futuro migliore.

Laura Bartalucci funzionario del settore forestazione, promozione dell’innovazione e interventi comunitari per l’agroambiente, ha portato i saluti dell’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori.

La regione è impegnata in questo terreno “lavoriamo con progetti di sviluppo rurale – ha spiegato – attuando strategie per utilizzare le zone rurali e mantenere le persone in queste aree”; l’ente promuove un’associazione che organizzerà un centro internazionale del cibo e della qualità, nell’ottica di una politica finalizzata a ripopolare i luoghi.“La scintilla dell’idea di fare qualcosa per San Cresci – ha specificato Bruno Dei –  nasce una decina di anni fa”.

Il bando di gara dell’università di Firenze cedeva la tenuta di San Cresci, un territorio in Val Cava di 657 ettari tra boschivo, agricolo e casali.

Era un ambiente abbandonato che nel passato aveva sperimentato la sostenibilità. L’Agricola San Cresci partecipò alla gara l’operazione non aveva solo valenza economica ma voleva recuperare un ambiente votato al ben-vivere. “Ci aggiudicammo la gara – ha aggiunto – e stamane abbiamo chiuso con l’università il compromesso.

Da oggi l’agricola è titolare della tenuta e il 30 novembre prossimo, stipulerà un contratto con la Fondazione a cui verrà concesso l’uso gratuito degli immobili che deve recuperare per una attività ad uso vincolato e fare un centro del ben-vivere.

La fondazione, aperta a tutti coloro che ne vogliono farne parte, dovrebbe recuperare Villa La Quiete del ‘500, dapprima dei banchieri Gondi, poi delle Montalve e dal ’92 dell’università.

Un’operazione complessa. “Riteniamo che il recupero dell’immobile, vincolato dalle belle arti, sarà fatto in tempi ragionevoli, occorrono tempo e soldi ma pensiamo che camminando su questa strada si arriverà in porto. Questa è una azione giusta per il futuro”. 

A partire da oggi, ha specificato il presidente, messi in campo i basilari strumenti di comunicazione, partiamo con la raccolta fondi; bisogna creare un movimento trasversale e ci devono essere “persone che si mettono in cammino”.Roberta Zivolo, imprenditrice milanese che tanto ha concretizzato nella vita in 32 anni di lavoro, ha spiegato che con il marito Bruno Dei ad un certo punto si è chiesta “Che cosa faremo da grandi”? All’epoca Obama parlava di ecosostenibilità che a San Cresci già dal 1100 si praticava. Una zona rurale ricca, fertile e dotata di acque. “

Li c’era la risposta che attendevamo. Abbiamo partecipato all’asta e il progetto è venuto fuori”. Abbiamo il diritto di ben-vivere: nascere in casa o insegnare tecniche nuove come giocare imparando. A San Cresci, centro (e sede, ndr) della fondazione, si tramanderà alle nuove generazioni il ben-vivere, ci sarà turismo etico, agricoltura a chilometro zero, laboratori artigianali. Per rendere autosufficiente questo luogo, ci vuole sostenibilità ed autosufficienza. Creare un contenitore di persone che possano lavorare qui e non andare all’estero, sul modello dei monasteri benedettini.

Si produrrà energia attraverso le biomasse e ci sarà anche la casa della migliore età. “Se vogliamo e siamo insieme si può fare”.“Costruiamo il nostro futuro insieme”, ha ribadito Salviato, attraverso la ristrutturazione si vogliono realizzare importanti iniziative ma ci vuole la volontà di farlo.

Un tempo promise ad un indios dell’Equador (viveva sulle Ande a cinquemila metri ed aveva camminato dodici ore per vedere un gringo come lui) preoccupato per i cambiamenti climatici del pianeta e le troppe guerre, che avrebbe fatto qualcosa. “Ho cercato di portare avanti quella promessa con iniziative concrete

. Oggi c’è una crisi globale, economica, finanziaria, etica. Non esiste solo la massimizzazione del profitto o l’individualismo forzato. Questo sistema è un treno che viaggia a 300 all’ora, ci stiamo sgretolando come società.

Ma in questo processo di sgretolamento sta affiorando l’umanità da sotto: terzo settore, cittadini responsabili, riemergono valori come relazionalità, solidarietà che erano tipici della vita di campagna.

“E’ arrivato il momento  – ha continuato – che le persone si fermino e trovino dei luoghi fisici dove incontrarsi e confrontarsi per individuare un nuovo pensiero economico dove apportare il proprio contributo, in un contesto di armonia.

Molta gente va alla ricerca di buone pratiche che già ci sono, bisogna cercare di metterle in rete e far si che emerga un nuovo pensiero economico. Formare una generazione trasversale che viva in maniera più sobria e rispettosa dell’ambiente.

Questa fondazione ha la capacità di contagiare ed è arrivato il tempo di costruire, ci vuole determinazione, fatica, ingenuità, per formare un gruppo che attui un processo di cambiamento. Noi siamo i paladini e siamo tra quelli ce dicono ‘io me la voglio giocare’, attraverso questo percorso di contagio costruiamo un movimento di cittadini consapevoli”.

La prima fase è la ristrutturazione (la villa è in comodato gratuito) ma ci vuole un sostegno economico, contestualmente si devono gettare le basi di un centro propulsore.

Esiste già un gruppo di persone consapevoli e nello spazio di due, tre mesi un altro centinaio di “antenne”, diventeranno i referenti che promuoveranno questa iniziativa ambiziosa e importante che ha già i sedimenti ed è un punto di riferimento per coloro che vogliono capire.

“Nella notte oscura siamo dei lampadieri ma non conosciamo il percorso, andiamo a costruire, siamo consapevoli perché sentiamo che c’è questo bisogno e mettiamo in campo la nostra capacità di realizzare.

Da oggi siamo anche una onlus. L’ appello è che tutti contribuiscano a sviluppare questa iniziativa che nel nostro paese potrebbe avere una incidenza significativa, capace di portare al cambiamento”. “Cerchiamo gruppi di soggetti che abbraccino l’idea – ha concluso Bruno Dei – pensiamo positivo”.

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Responsabile del quotidiano online OK!Mugello.it, attualmente Project Manager presso Sindimedia Srl. Esperto in comunicazione digitale e delle tematiche relative alla Green Economy, sviluppo sostenibile. Solution manager e consulente per aziende. Ideatore e creativo per progetti di comunicazione online.

2 Commenti

  1. vorrei gentilmente ricordare, al di là di quello che sarà il futuro della Valcava, il Giudice ha ancora deciso di convalidare la presenza della famiglia Baggiani nel podere Ontaneta.Il Tribunale di Firenze ha accolto infatti l’opposizione e per effetto dichiara non sussistente il diritto dell’opposto ( Università di Firenze) di procedere ad esecuzione in base al precetto notificato”. In parole povere Franco Baggiani, dopo 400 anni che ci ha abitato la sua famiglia, può stare ancora ad Ontaneta.Poi saranno le conseguenze future a determinare questa “querelle” di sfratto.

  2. Aldo Giovannini. Una domanda. Nell’articolo sopra dicono che la villa la Quiete del 500 era prima dei banchieri Gondi poi delle Montalve e dopo dell’università. Io sapevo che i banchieri Gondi non avevano nulla a che fare con la Quiete e quindi ti pregherei, se possibile, di fare chiarezza

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