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Dopo il tentativo di vietare la foto di classe (con tanto di figuraccia globale) ecco la ricreazione in aula. E sembra proprio di essere di fronte ad una nuova ‘alzata d’ingegno’ della dirigente dell’istituto comprensivo di Borgo San Lorenzo (in questo caso come preside delle scuole medie) Patrizia Nappa.

La decisione era nell’aria, sembra, già da alcuni giorni. E ieri è stata messa in pratica: parliamo della scelta di far rimanere in aula i ragazzi durante la ricreazione. Quindi niente più giochi in corridoio e niente più socializzazione tra studenti di classi diverse: ma tutti in classe. Ci riferiscono alcuni studenti che, durante questa strana ricreazione, anche per andare in bagno hanno dovuto chiedere il permesso e sono stati fatti uscire a turno dalle aule.

Questa mattina (giovedì 11 ottobre) abbiamo provato a contattare la preside Nappa per chiedere maggiori spiegazioni, ma non ha voluto parlare al telefono con i nostri giornalisti affermando, pare, di ‘non voler essere importunata’.

L’assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Borgo San Lorenzo, Cristina Becchi, spiega di non essere stata messa a conoscenza della cosa. Ma afferma, comunque, di ritenere la ricreazione (quella tradizionale) un importante momento di scambio e socializzazione.

Non sappiamo se tale provvedimento (preso quindi in autonomia dalla scuola) sarà replicato nei giorni a venire; o se davanti alle critiche dei genitori (in molti hanno chiamato ad esempio la nostra redazione) ci sarà un passo indietro. Come non sappiamo con esattezza quali siano state le motivazioni di questa decisione. Pare però che non si sia trattato di una ‘punizione’ per fatti specifici, e comunque una punizione generale (applicata a tutta la scuola) sarebbe stata ben strana.

Non resta che stare a vedere (e nel frattempo anche stare a sedere in aula…)

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12 Commenti

  1. Ma come non capita la vera motivazione??? Viene fatto per salvaguardare quei poveri bambini “immunodepressi” che potrebbero venire a contatto con altri bambini di altre classi dove ci sono soggetti malati sia vaccinati che non vaccinati.
    Ma davvero non ci siete arrivati?
    Anche per andare in bagno é giusto mandare a turno i bambini…mica vorrete far correre il rischio a qualcge soggetto immunodepresso di contrarre una terribile e letale malattia ehhh.
    La Dirigente sta mettendo in pratica le disposizioni(assurde) del Ministero.
    Ma il problema si annida nelle classi dove coesistono bambini e adulti(insegnanti bidelli ecc) é la che i soggetti immunodepressi potrebbero contrarre malattie mortali, quali il raffreddore, la candida, la scarlattina, l influenza, gli adenovirus ecc
    Ahhh davvero non sono oggetto dell obbligo? Ve ne rendete conto solo ora?

    Brava alla Dirigente Nappa
    Somari tutti quelli che non hanno carpito l essenza di questa disposizione della scuola

  2. Quando gli insegnanti si “allargano” troppo!
    Non tutti sanno, neppure tra gli addetti ai lavori (anzi, proprio questi fanno finta di non saperlo), che negli intervalli VIGE L’OBBLIGO DELLA SORVEGLIANZA da parte degli insegnanti, al fine di evitare qualsiasi tipo di incidente o problema tra gli studenti.
    Ora, se ci prendessimo la briga di osservare i comportamenti degli insegnanti e degli studenti, al momento degli intervalli (e non solo), ci renderemmo conto che si formano due masse tra loro completamente scollegate: una, quella più numerosa, rumorosa e senza controllo, degli studenti che, esaurito il tempo dello spuntino al bar (se presente nella scuola) o col panino da casa, si spande, in una miscela di individui, per tutto lo spazio del plesso, con evidente impossibilità di controllo da parte di chi, ANCHE SE LO VOLESSE, dovrebbe esercitarlo; l’altra, quella degli insegnanti, ALLARGATISI TROPPO, molto più esigua rispetto alla prima, è invece impegnata in dialoghi più o meno superficiali, spesso con la sigaretta tra le dita (in barba ai divieti che permangono nell’intera area del plesso, quindi anche all’esterno di aule e corridoi!) e tutto opera meno che la sorveglianza.
    Prendiamo adesso in esame un D.S. che, per la carriera alla quale si è votato, si è ormai dedicato, e magari fossilizzato, sull’unica modalità che può salvargli il “didietro” in caso di contestazioni che gli fossero rivolte; CIOE’ LA CURA MANIACALE DELLA PARTE BUROCRATICA del proprio lavoro che lo porta ad avere, e voler avere, TUTTE LE CARTE A POSTO.
    Ad un tale soggetto, ormai distaccatosi dai problemi “sul campo”, rimane solo la possibilità di aggrapparsi ad ogni possibile norma, regola, consuetudine restrittiva da far valere nel suo piccolo regno, affidatogli da uno Stato interessato solo ad avere numeri di iscrizioni, frequentazioni e “diplomazioni” paragonabili a quelli delle altre nazioni Europee, dimenticando la QUALITA’ dell’istruzione offerta.
    Solo così si può spiegare il caso di quel D.S. che, per prendere provvedimenti disciplinari contro gli studenti, invocava infrazioni contro il Codice Penale (fatto vero).
    Di tutta questa vicenda (e di quella precedente), non mi sono affatto meravigliato, ma allo stesso tempo, sono convinto che, in quei plessi lontano dagli occhi del D.S., non cambierà assolutamente niente, a meno che non venga instillata nel corpo insegnante la paura di ispezioni improvvise e/o non rilevabili agli interessati.

      • Non ho capito se non credi a quello che dico, oppure non credi che ci sia un divieto?
        In entrambi i casi ti invito a farti un giro per le scuole, di ogni ordine e grado, di Borgo (presumendo che questo sia il tuo paese) durante gli intervalli e a leggerti le seguenti leggi:
        1934 Regio Decreto divieto di fumo in luogo pubblico per i minori di 16 anni;
        1975 Legge n° 584
        Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14.12.1995
        Circolare n° 4 del 28.3.2001
        legge n°3 del 16.1.2003
        art. 4 DECRETO-LEGGE 12 settembre 2013, n. 104
        Come vedi, pur essendo E VIVENDO NEL 2018, queste leggi non sono state abrogate. E CHI LE INFRANGE COMMETTE COMUNQUE UN REATO, indipendentemente dalla serietà e correttezza di chi dovrebbe sanzionarlo.
        A meno che non si vogliano tenere sugli occhi due belle fette di prosciutto!

  3. Non metto in dubbio il fatto che non sia sano per i bambini passare la ricreazione in classe, comunque non mi sembra essere un articolo corretto. Visto che una testata giornalistica dovrebbe essere super partes, usare termini come “figuraccia globale” o battutine come quando dite che la preside ha avuto una nuova “alzata d’ingegno”, non penso sia proprio professionale! Soprattutto nel momento in cui non siete a conoscenza delle motivazioni. Vi sareste dovuti limitare a dire che la preside non ha voluto rispondere alle vostre domande. Ultima cosa: FIRMATE GLI ARTICOLI, soprattutto quando sono di parte o attaccate una persona come in questo caso!

    • Gentile Nicola, sono Saverio Zeni responsabile editoriale del giornale. Nei punti specifici in merito ai contenuti le risponderà direttamente il Direttore della testata giornalistica Nicola Di Renzone.

      Per quanto mi riguarda mi permetto di sottolinearle quanto segue:
      1) l’articolo è firmato. come “Redazione” poiché è lavoro a più mani e pertanto lo firmiamo redazione, altrimenti ci sarebbe stata la firma dell’autore diretto.
      2) “Super Partes” – lei afferma che un giornale “dovrebbe” essere super partes. Sicuramente nell’esposizione della notizia deontologia vuole che la stessa venga fornita in modo equilibrato su quanto successo. E’ quello che abbiamo fatto. Super partes non significa “nascondere” delle evidenze o dei dati di fatto. Secondo lei, quindi, con la prima decisione della foto di classe prima vietata e poi riammessa… non ha avuto una “figuraccia globale”? Considerato il caso mediatico che si è creato a livello nazionale?

      Inoltre, e concludo, normalmente accettiamo tutti i consigli quando questi sono costruttivi, ma ci permetta di avere la nostra libertà e autonomia sullo svolgimento del nostro lavoro e su come e cosa dobbiamo scrivere in funzione di una notizia.
      Con questo la saluto la ringrazio del suo commento.
      Saverio Zeni

  4. Ben detto Sig.r Zeni!
    Se iniziamo a decurtare la libertà di stampa e di parola… allora siamo proprio al limite…
    Il mio timore é che tra non molto arriveremo anche a questo! E poi basta con tutte queste lamentele inutili su foto, ricreazioni, gite, gitarelle, compiti, insegnanti che fumano e via discorrendo… e guardiamo al sodo, se veramente non vogliamo finire nel baratro!

    • Quale sarebbe il “sodo”? Se Lucia si aspetta che cultura, conoscenze, educazione, rispetto per le regole, le persone e le cose altrui, vengano oggi trasmesse da questa Scuola, la invito ad aprire gli occhi, perchè non ce ne sono proprio le condizioni.

    • E allora mi elenchi quali sono le caratteristiche e le proprietà di questo “sodo”, secondo il suo pensiero. Io, qualcosa di quello che mi aspetto dalla Scuola, l’ho già detto. Ora dica Lei.

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