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Non esiste prova migliore di quando il pubblico esce e continua a ridere commentando le battute dello spettacolo che ha appena visto; è accaduto venerdì 8 marzo al teatro Corsini di Barberino in occasione di “La morte balla sui tacchi a spillo” il divertentissimo show della straordinaria Silvana Fallisi.

Abituati a vederla in piccoli ruoli nei film di Aldo, Giovanni e Giacomo, gli spettatori sapevano che fosse brava, ma probabilmente nessuno si aspettava che arrivasse a tanto.

Proposta da Binario 7 la commedia “La morte balla sui tacchi a spillo”, interpretata da Silvana Fallisi e diretta da Corrado Accordino è un raro esempio di satira che affronta i pregiudizi della società, abbattendo in primis quelli dello stesso pubblico che pensava di aver già capito tutto dal titolo.

La drammaturgia di Michela Tilli, Corrado Accordino e della stessa Fallisi  ci parla della Sicilia degli anni Sessanta; quella delle signore che andavano alle veglie funebri come se andassero al cinema, quella dove canzoni come “Datemi un martello” erano ancora brani peccaminosi e dove ascoltando i Beatles si ipotizzava che non avrebbero mai avuto successo.

Donna Tanina, maestra e colonna della comunità, si ritrova sola in casa della defunta e nell’attesa che qualche altra comare la raggiunga per aiutarla a vestire la morta, estrae un crocefisso e dialoga con il “Salvatore” in un botta e risposta esilarante fino alle lacrime.

Lei non si perde una veglia, come se fossero prime a teatro, e come in quelle occasioni stila una classifica delle veglie meglio riuscite, delle cappelle del cimitero più faraoniche ma si  interroga soprattutto sulle possibili ragioni di quella mancanza totale delle altre donne del paese.

Da donna “devota e di buona creanza” qual è, lei è pronta ad offrire i suoi servizi alla defunta ma anche ad analizzarne la “Vita” che poi è anche il nome o meglio il vezzeggiativo-diminutivo di Vittoria che le hanno dato i colleghi della scuola.

La scena dell’arrivo, tre anni prima, con “La circolare” di quella maestrina del nord tutta moine e gridolini nella piazza assolata del paese, varrebbe da sola uno  spettacolo che invece è tutto da vedere e da vivere, spaccandosi dalle risate.

Tra vestitini da “Polmonite” e drappi costosi, la vita di “Vita” viene analizzata con gli occhi di una comare degli anni 60 e quello che ne esce fuori è una raffica di battute talmente serrate da non permettere al pubblico di prendere fiato tra l’una e l’altra. 

Le elezioni sono alle porte, e la piazza è divisa tra democristiani e comunisti. Ed anche qua, la Fallisi fa un’analisi della campagna elettorale eccezionale con il concorrente di Don Raffaele che muore proprio quando era sicuro di vincere, per colpa di una “Tracheotomia” da orecchio ad orecchio per estrarre dalla gola dello sfidante un nocciolo di albicocca ingerito ed incastrato.

Silvana è brava, straordinariamente brava ed il pubblico la guarda ipnotizzato anche nelle vesti della donna vestita di nero che salta quando squilla il telefono rivelando un finale veramente inaspettato.

Applausi scroscianti e richiami in scena infiniti hanno salutato un’artista strepitosa, che ha regalato agli spettatori una commedia esilarante che speriamo di rivedere in stagione l’anno prossimo per permettere veramente a tutti di passare una serata talmente divertente che, quelli di venerdì scorso ricorderanno forse come uno degli spettacoli più belli visti in Mugello negli ultimi anni.

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Attore e scrittore. Cura la rubrica di cultura e spettacoli per il settimanale Il Galletto.

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