La vicenda di Cafaggiolo si arricchiesce (se ce ne fosse stato bisogno) di un altro problema. Questa mattina (martedì 18 aprile) sulla pagina del Mugello del quotidiano La Nazione si legge la storia della proprietaria del ristorante Girodibacco, collocato proprio davanti alla villa.

E’ lei, Paola Nencini, che denuncia come l’effetto combinato dello spostamento della strada e della realizzazione del resort confinerebbero la sua attività su un’arteria morta. Costringendola, spiega, alla chiusura.

Tanto più che, si legge nell’articolo, la Cafaggiolo Srl, avrebbe inviato una lettera nella quale si chiede di restituire il parcheggio (collocato appunto su un terreno di sua proprietà) e di abbattere uno chalet e delle depandances.

Una nuova polemica, insomma. In uno scenario che diventa piuttosto ingarbugliato…

Nella foto: una veduta dall’alto dei fabbricati che ospitano il Girodibacco

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7 Commenti

  1. A parte la chiusura o meno della trattoria, su facebook si legge solamente odio, odio,odio, nato da una aberrante ideologia marxista che ha fatto più danni della grandine.

    • ma che c’entra il marxismo adesso …

      credo che la maggior parte delle persone sia dispiaciuta del fatto che un bene storico del territorio non sia di tutti e per tutti …

      è evidente che molti ignorano che è sempre stato privato, ma la trasformazione in resort di lusso ha accentuato i risentimenti delle persone …

      il Trebbio, per esempio, è privato e praticamente inaccessibile, se non in pochissime occasioni … però tutto questo clamore non c’è …
      anch’essa dimora medicea, anch’esso patrimonio Unesco … ma passa sotto traccia perché non c’è l’esposizione mediatica del progetto di trasformazione …

      la parola LUSSO spaventa, allontana, indispettisce …

      è sempre stata una dimora privata … i medici mica la condividevano con il popolo …
      adesso, rispetto ad allora, abbiamo un sistema di controllo che non permetterà agli investitori di stravolgere l’architettura del luogo …
      le amministrazioni pubbliche, la sovrintendenza, e chi ne ha facoltà, vigileranno affinché rimanga la storia del luogo …
      e l’investitore sicuramente farà il suo interesse, ma indubbiamente farà in modo di conservare al meglio la splendida villa medicea

      poi c’è la strada … ma quella è un’altra partita …
      probabilmente sarebbe corretto che i costi fossero tutti a carico di chi ne chiede lo spostamento … ma se ci fossero le garanzie di far lavorare i mugellani … non mi scandalizzerei se l’investimento fosse sostenuto dalla regione, come previsto .
      Il problema sono le garanzie … DOVE SONO ??

  2. Ipotesi: le voci critiche vengono screditate e messe a tacere e tutto si svolge secondo le entusiastiche ed estasiate narrazioni patinate delle presentazioni, con la collettività che sborsa milioni di Euro (MILIONI!) per fare i lavori richiesti dal Ricchissimo munifico Signore, la strada viene spostata, il territorio nuovamente devastato, gallerie, ponti, terre di scavo, scarichi abusivi, indagini, bustarelle… il solito calvario già visto per la Diga di Bialncino, l’Autodromo, L’Alta Velocità e la Variante di Valico, nulla di nuovo insomma. Ecco diciamo che tra dieci (?) anni tutto è completato, e i Signori del Castello aprono le danze a Corte al cospetto dei Maggiorenti e Possidenti del Reame, a quel punto decide di non assumere, oppure di licenziare il personale locale (sappiamo che oggi le garanzie di cui gode il lavoratore sono praticamente nulle, dfironte alla volontà del suo Signore e Padrone) e di far lavorare personale dei propri possedimenti, che sappiamo essere vasti e internazionali, venendo meno a tuttte le promesse e agl’incanti che oggi fanno brillare gli occhi e inondare le fauci di saliva a molti… cosa potranno fare allora i Mugellani?
    I Politici che oggi si adoperano a stendere tappeti rossi al Capitale che avanza rullando i tamburi, saranno ormai a godere i loro vitalizi o migrati ad altri lidi a godersi le prebende e la riconoscenza dei loro munifici comandanti di partito, i loro successori allargheranno le braccia facendo la boccuccia e l’occhio languido dando la colpa a chi c’era prima di loro, anche se magari ne sono i figli diretti, di sangue e o di partito poco importa sempre dinastie sono, e a noi del Volgo, noi che siamo il Popolo Ignorante e Becero, lacero puzzone e straccione, cosa resterà? La voglia di impugnare i forconi, il ricordo antico di assalti al lume delle torce, quando i signori che tradivano il popolo finivano linciati, ma poi si risolverà all’Italica maniera, verso l’ora di pranzo le masse rivoluzionare smobiliteranno perchè la pasta è in tavola e stasera c’è la partita. Chissà se andrà così… quasi quasi preferirei veder andare il Castello in rovina, con i corvi fare i nidi sui muri sbrecciati, e visitare le rovine come vestigia del tempo che fu, almeno la memoria non sarà tradita.

  3. I soldi sono il calore latente che scatena l’avidità della gente, ma in special modo di quei politici che arraffano il potere con ancora in un piede una ciabatta, e nell’all’altro uno zoccolo, ovvero quella gran parte di scioperati che non sanno fare un cacchio di lavoro, con in mano al max un diplomuccio delle superiori……quelli che a tutt’oggi ci governano, e da sempre governano Toscana e Emilia Romagna, guarda caso i posti dove sono state fatte le opere lago, variate, tav.
    Premesso questo, la vedrei molto dura per il Mugello, Firenze e limitrofi senza il lago di Bilancino, oppure l’Italia senza l’Alta Velocità e da poco la Variante di Valico.
    Il caso di Cafaggiolo è un altra roba rispetto alle opere pubbliche sopracitate, comunque una cosa penso sia certa…..non si muove foglia che l’UNESCO non voglia, tanto per farla in rima.

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